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Il potere dell'Ascolto Attivo


Ascoltare attivamente è "ascoltare per capire": capire chi si sta fidando di un professionista
Il potere dell'Ascolto Attivo

"Quando un orecchio si affina diventa un occhio"
                                                                     Gialal al-Din Rumi

Chiunque, debitamente incoraggiato, è disposto a confidare e condividere emozioni, stati d’animo, sentimenti, pensieri vari.  Talora l’esperimento può risultare esasperante, in particolar modo allorchè la compulsione emotiva scatenata dall’emorragia verbale, inarrestabile nemmeno di fronte ad uno stop improrogabile, non ci appartiene, non ci interessa, non ci accomuna, non produce vantaggio.
L'ascolto attivo, oltre ad essere, non a caso, una professione, è alla base di ogni tipo di relazione sia amichevole sia professionale. Implica un cambiamento profondo, totale, di valori e di atteggiamenti da parte di chi lo pratica.
È molto di più che un semplice ascoltare superficialmente: richiede di entrare in empatia con chi sta parlando, richiede di cancellare il dialogo interno, il giudizio, la tendenza a dare consigli o a porsi sullo stesso piano. Implica il comprendere lo stato emotivo del proprio interlocutore trascendendo il contenuto del  suo libero discorrere. Significa essere attenti non solo alla comunicazione verbale, ma soprattutto a quella non verbale. Significa “ESSERCI TOTALMENTE” e “COMPRENDERE AL DI LÀ DI CIÒ CHE SEMBRA”, essere presenti, attenti e nello stesso tempo comunicarlo al nostro interlocutore attraverso tecniche come il rispecchiamento, la riformulazione delle frasi con parole proprie senza aggiungere nulla di personale e con domande calibrate.
Ascoltare: deriva dalla parola “auscultare”, cioè “sentire con delicatezza e cura”
La mia attenzione e la mia concentrazione sono completamente rivolte verso l’interlocutore e verso ciò che tenta di comunicarmi (comunicare: dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) escludendo altre attività o distrazioni varie.
Ma ciò che comunichiamo, viene realmente percepito, capito, da chi sta ascoltando?
Un conto è sentire qualcuno che parla, ben altro conto è ascoltarlo.
Chi è adatto ad usufruire dell’ascolto attivo: tutti! Indistintamente. Talvolta succede che affidare a qualcuno i nostri pensieri, in modo libero e rilassato, sia anche la prima volta in cui ascoltiamo veramente noi stessi.
L’ascolto attivo, quale professione, persegue la finalità di predisporre empaticamente l’interlocutore ad una libera espressione dei suoi pensieri e dei propri stati d’animo, garantendo una totale assenza di giudizi e conclusioni. Implica la totale affidabilità e fiducia in chi ascolta. Avvia un meccanismo di maieutica ed autodiagnosi non invasiva che da sole consolidano le basi di eventuali successivi trattamenti.

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