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Conoscere e comprendere la depressione


Che cos' è la depressione, quali sono i sintomi depressivi, e come affrontare la depressione
Conoscere e comprendere la depressione

 

 

 

 

 

 

 

 

Che cos’ è la depressione?

E’ un disturbo psicopatologico che rientra nei disturbi dell’umore caratterizzata da uno stato di disforia (sentimenti spiacevoli quali tristezza, irritabilità, sensi di colpa, angoscia, tensione, pessimismo irrazionale, difficoltà a mangiare, dormire e concentrarsi) e da una sensazione di perdita o perdita effettiva vissuta dal soggetto in modo molto intenso, che interferisce in modo significativo con il normale funzionamento sul piano scolastico, lavorativo e relazionale.

La percentuale delle persone depresse negli ultimi anni è molto aumentata nel mondo e, infatti, l’OMS ha previsto che tra qualche anno la depressione, sarà la seconda causa di invalidità per malattia dopo le malattie cardiovascolari.

 

 

Quali sono i principali sintomi depressivi?

1.    Affettivi: ansia, colpa, ostilità, irritabilità e rabbia
2.    Alterazioni fisiologiche: incapacità di provare piacere (anedonia), perdita o aumento di appetito, insonnia o aumento del sonno, affaticabilità, diminuzione di energie, diminuzione dell’interesse sessuale, lamentele fisiche
3.    Atteggiamenti nei confronti del sé e dell’ambiente: abbassamento dell’autostima, sentimenti di svalutazione e di colpa, tendenza ad auto-commiserarsi, pessimismo, pensieri di morte
4.    Menomazione cognitiva: riduzione delle capacità di concentrazione o di prendere decisioni
5.    Manifestazioni comportamentali: agitazione o rallentamento motorio, tendenza al pianto
6.    Apatia: appiattimento del tono affettivo e indifferenza e distacco in risposta sia agli eventi esterni sia al proprio mondo interno
7.    Tristezza vitale: perdita delle normali sensazioni del benessere fisico non essendo affetto da nessuna malattia somatica
8.    Anedonia: mancanza di interesse, piacere nel dedicarsi che nel comune sentire potrebbe essere considerate piacevoli, incapacità a godere della vita
9.    Umore depresso: abbassamento del tono dell’umore con presenza massiccia di sentimenti quali tristezza, pessimismo, agitazione interna, irrequietezza e irritabilità
10.    Scarsa capacità di concentrazione
11.    Perdita del sonno o eccessivo bisogno di dormire
12.    Perdita dell’appetito
13.    Disforia: alterazione del tono dell’umore che si esprime attraverso tensione, ansia, mancanza di controllo (compulsività) e possibili manifestazioni aggressive
14.    Senso di colpa e sentimenti di inadeguatezza
15.    Bassa autostima
16.    Vulnerabilità alle perdite di persone, animali, di ideali e anche di oggetti materiali.
17.    Pensiero suicidiario
18.    Alextimia: difficoltà nella capacità di riconoscere e verbalizzare le emozioni e di elaborare fantasie
19.    Il futuro appare senza speranze.

 

 

Qual è la visione del depresso?

Il depresso ha una visione di sé come persona non amabile, una visione degli altri come incapace ad aiutarlo e una visione del mondo come rifiutante. La depressione è una condizione di vita dentro il dolore con il senso di colpa per il fatto di esistere, è il senso del non senso e il senso di inutilità espresso in un atteggiamento remissivo e passivo-aggressivo. Essere depressi non significa affatto essere tristi, ma piuttosto sentirsi abbandonati, senza energie mentali e fisiche e soprattutto non essere compresi rispetto al proprio intenso livello di sofferenza.  Il compito di noi terapeuti è comprendere in modo empatico questa sofferenza non tanto per dare conforto, ma accompagnare il dolore umano dando speranza al paziente con possibilità di una nuova prospettiva cognitiva e affettivo-relazionale.

 

 

Quali sono le convinzioni e i modi pensare del depresso?

 Le convinzioni principali del depresso sono:
“Non valgo nulla”
“Gli altri sono migliori di me”
“E’ tutto così difficile”
“Rovinerò tutto”
“Sono inferiore agli altri”
“Continuerò a sbagliare”
“Non ce la farò mai”.

Queste convinzioni sono sostenute da modi di pensare disfunzionali che vengono definiti anche distorsioni cognitive e sono:
1.    Pensiero dicotomico (tutto o nulla)
2.    Iper-generalizzazione (considerare un singolo evento negativo come una totale sconfitta)
3.    Predizione negativa (tendenza ad anticipare l’esito negativo degli eventi prima che essi si verificano).
4.    Lettura del pensiero (concludere che qualcuno assume verso se stessi un atteggiamento negativo)
5.    Squalifica del positivo (Rifiutare le esperienze positive sottovalutandone per un motivo o per l’altro, l’importanza).

 

 

Come si diventa depressi?

Innanzitutto la depressione può colpire chiunque, ma soprattutto coloro che tendono a vivere le proprie esperienze di vita, i rapporti e le situazioni con un livello di “rimuginazione mentale” molto elevato, coloro che hanno un  senso di autocritica molto severa, un senso di inferiorità, privi di valore personale e sono molto suscettibili alla colpa, coloro che hanno sentimenti di inadeguatezza, debolezza, paura di essere abbandonati e non amati e dalla difficoltà di esprimere rabbia e coloro che avvertono  nella vita e nelle cose che fanno sempre meno curiosità, interesse e piacere.

 

 

Quali sono gli obiettivi terapeutici operativi con i pazienti depressi

1.    Sviluppare una buona relazione terapeutica attraverso un lavoro di comprensione empatica e di sostegno all’esplorazione personale
2.    Identificare con il paziente le modalità e le ragioni che lo fanno sentire depresso (reazioni agli abbandoni, perdite, separazioni oppure stimolarlo a verbalizzare verso chi è diretta la sua rabbia oppure valutare con un attento esame di realtà i suoi successi e i suoi fallimenti)
3.    Diminuire l’anedonia (aiutarlo a consapevolizzare il senso dell’essere attivo o passivo, vivere attività piacevoli o spiacevoli, comprendere e monitorare il livello di partecipazione nelle interazioni interpersonali)
4.     Ristrutturare le sue convinzioni irrazionali (aiutare il paziente a consapevolizzare i suoi pensieri distorti e il legame che spesso ci può essere tra gli eventi della vita, il suo modo di pensare e i suoi stati d’animo)
5.    Aumentare la consapevolezza dei cicli di pensiero automatico e incrementare un lasciarsi andare ad una maggiore libertà più che maggiore felicità o maggiore benessere
6.     Riconoscere i suoi bisogni affettivo relazionali (il bisogno di valore personale, di stare in contatto con gli altri, di esprimere i suoi sentimenti di rabbia e tristezza, di alleviare le doverizzazioni e i suoi sensi di colpa, di vivere anche di piaceri etc.)
7.    Migliorare l’autostima (non soffermarsi solo sui fallimenti pregressi ma anche sui fattori positivi, soffermarsi su aree di cambiamento desiderato, proiettarsi su obiettivi personali di affermazione e di responsabilità, essere più consapevole di pregi e non assolutizzare soltanto i propri difetti)
8.     Aumentare le attività fisiche e ricreative (strutturare insieme al paziente uno stile di vita considerando anche lo sport e/o altri interessi)
9.    Migliorare la vita relazionale (più contatti sociali, più occasioni di incontro con gli altri, etc.)
10.     Aiutare il paziente a curare il proprio aspetto (vestirsi con cura, adeguare il vestito al contesto, lavorare regolarmente, etc.)
11.     Educarsi al pensiero positivo e alla capacità di vivere esperienze di attaccamento e separazioni con un maggiore contatto emotivo con se stessi.   

 

“La conoscenza essenziale è tutta in rapporto con l’esistenza;
o altrimenti detto, solo quella conoscenza
che ha un rapporto essenziale
con l’ esistenza è conoscenza essenziale”
Soren Kierkegaard

 

 

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