La consapevolezza corporea: primo passo verso il rilassamento

Ho concluso l'articolo precedente affermando che uno degli obiettivi del Medilates è il raggiungimento di una sempre maggiore consapevolezza corporea.
Vediamo nello specifico, perché è così importante essere consapevoli di ciò che ci accade a livello corporeo, che equivale a dire perché è così importante "essere mentalmente presenti in ogni momento a se stessi!"
Prima di tutto una buona consapevolezza dell’esperienza corporea ci obbliga a stare nel qui ed ora, e a vivere il tempo presente: questo fa sì che invece di rimuginare sul passato o fantasticare (a volte a livelli catastrofici) sul futuro, ci si concentri sia nel risolvere i piccoli problemi quotidiani (far fronte alle tensioni, comprendere i sentimenti e, quindi, modellare le relazioni), sia i problemi più profondi riguardanti il sé, la confusione di identità, i conflitti emotivi o un senso di frammentazione.
La pratica elettiva usata dalla Gestalt per realizzare questo scopo è quella del continuum di consapevolezza a voce alta, dove si presta attenzione a tutto ciò che sorge nel qui e ora. Con questo esercizio si può divenire maggiormente consapevoli dei propri costrutti interni e li si può esprimere verbalmente. E' una sorta di meditazione parlata e come nella meditazione si può sviluppare la capacità di essere "testimoni imparziali" di se stessi. Questo lavoro apporta moltissime informazioni all'individuo e favorisce la visione interiore.
A livello corporeo si deve osservare e promuovere nel soggetto, un processo di consapevolezza su com'è la sua respirazione, come è organizzato il suo corpo, quali sono i suoi modelli di movimento e in che relazione sono questi movimenti e il respiro con le emozioni. Lo si aiuta ad esplorare e a comprendere quale impulso motorio è presente e a quale contesto si lega.
La consapevolezza corporea è il primo passo per il rilassamento, poiché saper riconoscere quello che si sta sperimentando in ogni momento, è importante per poterlo cambiare: quando il nostro corpo è pieno di tensioni, diventa difficile concentrarsi, ma se non siamo consapevoli della presenza di queste tensioni, non possiamo neppure lavorarle.
La capacità di rilassarsi costituisce il fondamento della pratica della concentrazione e della meditazione, poiché fa sì che il soggetto abbandoni le tensioni che si accumulano.
Esistono dei principi guida per sviluppare le tecniche di rilassamento e sono prima di tutto far decidere al soggetto perché lo sta facendo, quale è il suo bisogno e la sua motivazione: per avere migliori risultati, il rilassamento deve venire da sé, infatti, quanto più l’individuo si sforza, tanto più diventerà teso.
Gli ostacoli principali che si possono incontrare sono la distrazione e la sonnolenza.
La distrazione può essere esterna o interna e in entrambi i casi la migliore strategia consiste nell’includere la distrazione nella consapevolezza, accettarla e farla fluire. Per quel che riguarda la sonnolenza invece, è importante scegliere una posizione non troppo comoda.
Concluderei dicendo che il lavoro sulla consapevolezza per la PdG cerca, per dirla con le parole di Bohme, di “consentire alla luce della coscienza di fluire nel corpo”, affinché entrambi possano diventare un’unità e la persona possa aprirsi al suo spazio vitale: i sensi sono organi di contatto e di dialogo. Noi, siamo il nostro corpo!
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