Educare fa rima con mediare


La Mediazione familiare come strumento di gestione dei conflitti educativi potrebbe rappresentare un'opportunità non solo per i genitori separati
Educare fa rima con mediare
Può accadere che tra genitori possano insorgere delle discussioni o incomprensioni sul modo di educare il proprio figlio/a, a causa delle differenze di vedute: su principi e metodi educativi, sul modo pratico d'intendere la disciplina, sulla divisione dei compiti e ruoli educativi o per il disinteresse di un coniuge verso i figli. I litigi nascono perché ciascuno di noi, quando diviene genitore, tende a rifarsi allo stile educativo praticato nella propria famiglia d'origine e perciò a comportarsi o in modo conforme o in modo difforme a quel modello a seconda del giudizio che ci si è fatti. Ci si potrà comportare come i genitori si sono comportati con noi in circostanze simili oppure facendo tutto il contrario per evitare di commettere gli stessi errori commessi dai genitori. Come molti avranno sperimentato, rimanere fermi sulla propria posizione fa rischiare di venire travolti e invischiati in un conflitto emotivo, dal quale è difficile uscirne per trovare la soluzione più giusta per il bene del proprio figlio. Un errore che molti genitori commettono è quello di non limitare la discussione e il litigio ad un problema specifico emerso, ma di generalizzare la situazione trasformandola in un attacco diretto al partner. Dicendo ad esempio "Sei sempre il solito/solita che concedi sempre tutto e subito!". Tale dichiarazione, accompagnata da un'espressione facciale di disprezzo, innesca quel meccanismo di contrattacco, ossia un ritiro in un silenzio ostile o nell'ostruzionismo caratterizzato da un atteggiamento di superiorità. Si innescano così quei pensieri che Goleman definisce "tossici" proprio per la loro caratteristica distruttiva, in quanto soffocherebbero ogni tentativo di ristabilire una discussione costruttiva. Solo dunque attraverso "un’alleanza genitoriale", che si raggiunge attraverso una mediazione e solo dopo aver instaurato una discussione pacifica tra genitori su quelle che sono le linee educative comuni da adottare, è possibile evitare confusione nei figli, tirare fuori il meglio di sè come genitori ed avere un buon rapporto con essi. Mai come oggi si sente come urgente diffondere una cultura e un servizio che sostenga la famiglia, la coniugalità e la genitorialità, pertanto la Mediazione familiare come strumento di gestione dei conflitti educativi potrebbe rappresentare un'opportunità non solo per le famiglie che hanno deciso di sciogliersi ma per tutte quelle famiglie che vivono un disagio a causa di conflitti di tipo educativo. Essa permetterebbe infatti, per mezzo di un Mediatore Familiare, di attivare un confronto su dei temi: "come ci si vede come genitori", "come si vedono i figli", "cosa si pensa l'uno dell'altro come educatori" e di raggiungere un accordo che tenga conto del metodo educativo, dei valori da trasmettere, obiettivi da raggiungere. Decisioni concrete che prendono corpo in un piano educativo e capacità comunicative in grado di ristabilire il benessere di tutta la famiglia. Essere genitori è un compito difficile e probabilmente è la più grossa responsabilità nella vita di una persona, tuttavia essere buoni genitori risulta essere più semplice se alla base c’è una coesione educativa. Il modo migliore per avere una relazione genitoriale che sia più normale e sana possibile è superare le difficoltà trovando nuovi modi per condividere il ruolo educativo ed esercitare in maniera equa e giusta il proprio ruolo bilanciando tra amore, disciplina e mediazione, perché se essere genitori significa comprensione, affetto e supporto ciò non prescinde che si debbano anche imporre dei limiti con regole chiare e precise e che si debba mediare quando ciò sia possibile.

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di Dott.ssa Maria Antonietta Canestrino

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