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Maxi benefici fiscali per i calciatori


Previste nuove agevolazioni fiscali per gli atleti professionisti che decidono di trasferirsi in Italia per svolgere le proprie attività sportive
Maxi benefici fiscali per i calciatori

1.    Premessa

Le nuove agevolazioni fiscali previste per gli atleti professionisti che decidono di trasferirsi in Italia per svolgere le proprie attività sportive sono oggetto di un’importante novità introdotta dall’art. 5, comma 1, del Decreto Crescita 2019, D.L. 30 aprile 2019 n. 34, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e attualmente in discussione alla Camera per la conversione in legge.

Detto decreto, infatti, nel prevedere una serie di misure finalizzate a sostenere lo sviluppo economico, scientifico e culturale del nostro Paese, con il solo obiettivo di attrarre risorse umane nel nostro territorio, ha previsto una norma quale l’art. 5, comma 1, che, se approvata dal Parlamento, sarà destinata ad avere un’incidenza concreta e innovativa nel mondo del calcio professionistico, riconoscendo importanti vantaggi fiscali non solo ai giocatori stranieri  che decidono di trasferirsi in Italia spostando la propria residenza fiscale, ma anche ai diversi club sportivi che avranno la possibilità di fruire di notevoli risparmi fiscali aumentando il loro potere di acquisto.

In particolare, la nuova normativa prevede un’esenzione ai fini IRPEF del 70% dei redditi di lavoro autonomo o dipendenti, percepiti da tutte quelle categorie di lavoratori italiani o stranieri che sono stati residenti all’estero per almeno due anni e che decidono di trasferirsi in Italia impegnandosi a rimanervi per almeno un biennio. Per questi soggetti, infatti, è previsto uno sconto IRPEF fino al 70% con la possibilità di aumentare questo sgravio fiscale fino al 90% se stabiliscono la propria residenza in una delle regioni del Sud Italia.

 

2.    Le modifiche apportate dall’art. 5 del Decreto Crescita 2019 all’art. 16 del D.lgs. n. 147/2015 e i vantaggi fiscali per i calciatori professionisti

L’art. 5 del Decreto Crescita 2019 denominato “rientro dei cervelli” ha apporto significative modifiche al regime dei lavoratori impatriati di cui all’art. 16 del D.lgs. n.147/2015, consentendo di estendere le agevolazioni fiscali a diverse categorie di lavoratori tra cui anche gli atleti professionisti.

A riguardo, seppur nel testo si faccia riferimento allo specifico regime del “rientro dei cervelli”, ovvero a quella categoria di lavoratori inizialmente dotati di “un’elevata qualificazione o specializzazione professionale”, si deve ritenere che, con la nuova formulazione dell’art. 16 del D.L.gs 147/2015, così come modificato dall’art. 5 del decreto crescita 2019, il nuovo regime fiscale agevolativo viene esteso anche nei confronti degli atleti professionisti stranieri e, dunque, anche nei confronti dei calciatori e allenatori stranieri sprovvisti di un titolo di studio o di particolari specializzazioni professionali.

Ecco perché il nuovo regime fiscale agevolativo, previsto dall’art. 5 del D.L. 34/2019, è destinato ad assumere rilevanza anche nel mondo del calcio professionistico, così come in altre discipline sportive, proprio in conseguenza del venir meno del requisito dell’elevata qualificazione o specializzazione professionale dell’atleta professionista.

Detto ciò, il calciatore professionista straniero che si trasferisce in Italia e sposta la propria residenza fiscale nel nostro paese, ha diritto a godere del regime fiscale agevolato e di detassare al 70%, ai fini IRPEF, i redditi prodotti da lavoro dipendente in Italia, con conseguente tassazione del reddito imponibile nella sola misura del 30%.

Ciò sta a significare che la tassazione verrà calcolata solo sul 30% dello stipendio percepito dal calciatore professionista, potendo godere di una detassazione, per 5 anni, del 70% del reddito di lavoro dipendente. A riguardo, si ricorda che la circolare 37/E/2013 ha qualificato il reddito corrisposto dal club sportivo al proprio giocatore come reddito da lavoro dipendente.

Per di più, un’ulteriore riduzione del reddito imponibile (pari al 90%) è stata prevista nel caso in cui il calciatore professionista decida di trasferirsi nelle regioni del Sud-Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia).

Infatti, il trasferimento in una di queste regioni del Meridione, comporta la detassazione al 90% del reddito di lavoro dipendente o autonomo prodotto in Italia, con conseguente tassazione del reddito imponibile nella sola misura del 10%.  In particolare, questa agevolazione permette un incentivo in più per i club calcistici del Meridione ovvero, considerando la serie A per il campionato 2019/2020, per le società sportive del Napoli e del Lecce.

Per i calciatori professionisti che decidono di trasferirsi in una squadra del sud Italia, infatti, il prelievo fiscale verrà calcolato solo sul 10% anziché sul 30% dell’ammontare complessivo del compenso riconosciuto dal club.

Tuttavia, per usufruire di queste agevolazioni il calciatore professionista impatriato dovrà rispettare le tre condizioni previste dalla normativa in oggetto ovvero:
1.    aver avuto una residenza fiscale all’estero per almeno due anni precedenti al trasferimento in Italia;
2.    l’impegno a mantenere la residenza fiscale in Italia per almeno due anni successivi al trasferimento;
3.    lo svolgimento dell’attività lavorativa prevalentemente in Italia

Questo nuovo regime agevolativo trova applicazione a partire dall’anno in cui il giocatore professionista si trasferisce in Italia, trasferendo la propria residenza fiscale, e nei successivi quattro anni.

Decorso tale periodo, nei successivi cinque anni il reddito imponibile verrà detassato al 50% ove lo sportivo professionista abbia un figlio minorenne a carico ovvero abbia acquistato un’abitazione in Italia.

Queste sono alcune delle novità introdotte dall’art. 5, comma 1, del D.L. 34/2019, secondo cui:

 “i redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomi prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato ai sensi dell’art. 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30 per cento del loro ammontare al ricorrere delle seguenti condizioni:
1.    i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il predetto trasferimento e si sono impegnati a risiedere in Italia per almeno due anni;
2.    l’attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano…”

Come si può notare, il testo dell’art. 5, comma 1, del Decreto Crescita 2019 ha sostituito il comma 1 dell’art. 16 del D.lgs. n.147/2015, rubricato “Regime speciale per lavoratori impatriati”, introducendo due importanti novità:
1.    si è incrementata la riduzione del reddito imponibile dal 50% al 70%;
2.    si sono semplificate le condizioni per accedere al regime fiscale di favore estendendo le agevolazioni fiscali anche a tutti quei lavoratori privi dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione professionale e, precisamente, riconoscendo le agevolazioni fiscali a tutti quei lavoratori che non sono stati residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il predetto trasferimento e che si impegnano a ivi risiedere per almeno due anni lavoratori, svolgendo la propria attività prevalentemente nel territorio italiano.

In sostanza, l’art. 5 è stato pensato con il solo scopo di favorire l’arrivo o il rientro in Italia di tutti quei lavoratori (stranieri o italiani) professionisti e non che, essendo residenti all’estero da almeno due anni, hanno adesso la possibilità di trasferirsi in Italia per svolgere la propria attività lavorativa usufruendo di un regime fiscale agevolato che sarà attivato dal 1 gennaio 2020.

In questi termini, i calciatori stranieri professionisti che decidono di spostarsi in un club italiano nel corso del calcio mercato 2019 potranno beneficiate della tassazione ridotta al 30% dei redditi percepiti, tassazione ulteriormente ridotta al 10% se il trasferimento avviene in un club di una regione del meridione. Ciò comporterebbe un notevole vantaggio fiscale non solo per il calciatore professionista, che pagherebbe meno tasse, ma anche per la società sportiva che pagherebbe meno l’ingaggio del calciatore aumentando il proprio potere d’acquisto.

Per di più, il nuovo regime agevolato troverebbe applicazione sia nel caso in cui il club sportivo stipuli un contratto di prestazione sportiva con un calciatore professionista proveniente dall’estero e che non abbia mai risieduto in Italia (calciatore straniero), sia nel caso in cui il club sportivo stipuli un contratto di prestazione sportiva con un calciatore professionista italiano che abbia risieduto in Italia fino al 2017, e che successivamente abbia trasferito la propria residenza all’estero nei due anni precedenti al trasferimento in Italia.


Sul punto, occorre precisare che per tutti quei giocatori professionisti italiani che hanno risieduto all’estero per almeno due anni e che decidono di rientrare in Italia, una delle particolari novità introdotte dall’art. 5 del decreto crescita 2019 riguarda l’eliminazione dell’obbligo d’iscrizione all’AIRE (Anagrafe dei residenti italiani all’estero).
A tal proposito il testo del Decreto Crescita ha aggiunto al comma 6 dell’art. 16 del D.lgs.n.147/2015, al fine di rendere più agevole l’accesso alla predetta agevolazione fiscale, la disposizione che prevede per i lavoratori rimpatriati la non obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE nei periodi trascorsi all’estero, purché i predetti soggetti abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi.

A tal proposito il testo del Decreto Crescita ha aggiunto al comma 6 dell’art. 16 del D.lgs.n.147/2015, al fine di rendere più agevole l’accesso alla predetta agevolazione fiscale, la disposizione che prevede per i lavoratori rimpatriati la non obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE nei periodi trascorsi all’estero, purché i predetti soggetti abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi.

Un'altra novità introdotta dall’art 5 è inerente alla disposizione normativa, contenuta nell’art. 16 del D.lgs. n.147/2015, che prevede l’applicazione dell’agevolazione fiscale per ulteriori cinque periodi di imposta anche nel caso in cui i lavoratori o giocatori diventino proprietari di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti allo stesso.

Pertanto, per l’applicazione di tale agevolazione fiscale, l’unità immobiliare può essere acquistata dopo il trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti allo stesso e, inoltre, tale acquisto può essere effettuato direttamente dal calciatore professionista oppure dal coniuge, dal convivente o dai figli, anche in comproprietà.

In entrambi i casi (acquisto in Italia dopo il trasferimento o nei dodici mesi antecedenti allo stesso), i redditi di cui al comma 1, negli ulteriori cinque periodi di imposta, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare.

Nel caso di lavoratori che abbiano almeno tre figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, il comma 3-bis prevede che i redditi contemplati al comma 1 dell’art. 16 cit., concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al dieci per cento del loro ammontare, negli ulteriori cinque periodi d’imposta. In quest’ultimo caso, a differenza dell’acquisto dell’immobile, il comma 3-bis non pone chiarezza sul fatto se tali requisiti debbano sussistere all’atto del trasferimento in Italia o alla fine del periodo standard di agevolazione o, ancora, se debbano permanere fino al termine degli ulteriori cinque anni.


3.    Ulteriori modifiche al testo del Decreto Crescita 2019 in sede di conversione

Alla luce di quanto su esposto occorre, tuttavia, non dimenticare che il testo del Decreto Crescita 2019, attualmente in discussione alla Camera per la conversione in legge, potrebbe subire ulteriori modifiche a partire da lunedì 10 giugno 2019.

Infatti, in questi giorni è stato presentato alla Camera un emendamento che prevede delle modifiche alla bozza del decreto crescita al fine di garantire un regime fiscale più favorevole, garantendo una parità di trattamento a tutti lavoratori impatriati ed evitare così regimi di tassazione differenti.

Più specificamente, per limitare gli effetti della creazione di un vero e proprio vantaggio fiscale che sia favorevole solo per alcune categorie di lavoratori è stato presentato alla Camera un emendamento che prevede delle limitazioni a coloro i quali si applica la legge n. 91/1981 (legge sul professionismo sportivo).

In particolare, viene stabilito che, fermo restando le agevolazioni fiscali di cui all’art. 16 del D.lgs. n. 147/2015:
•    i redditi da lavoro dipendente per i calciatori professionisti impatriati concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare
•    ai calciatori non si applicano gli sconti ulteriori previsti dall’art. 5, se stabiliscono la residenza nelle regioni meridionali. Questo perché si rischierebbe di alterare i regimi di tassazione differenti.

Per di più, qualora i calciatori professionisti impatriati scelgano di aderire al regime agevolato dovranno versare un contributo dello 0,5% della base imponibile, denominato contributo dello sport, che sarà destinato al potenziamento dei settori giovanili.

Tutte queste novità, anche se non ancora approvate in quanto oggetto di discussioni Parlamentari, saranno stabilite con un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che fisserà le regole e le modalità di attuazione delle nuove disposizioni.

Pertanto, per una definitiva valutazione della succitata normativa, non resta che attendere la conversione in legge del decreto che, quanto prima ci sarà.

 

4.    Analisi sui regimi tributari dei calciatori in Europa, Russia e Turchia

Da ultimo, si riporta un recente articolo pubblicato sul giornale “Italia Oggi” di sabato 08 giugno 2019, dove l’esperto di diritto sportivo Avv. Guido Gallovich ha analizzato i diversi regimi fiscali che ogni campionato europeo applica ai propri giocatori professionisti.

Da questa analisi si è potuto constatare che lo stesso stipendio netto, pagato in leghe diverse, presenta costi diversi per il club sportivo che lo corrisponde.  In particolare, si è analizzato quanto costa alla società sportiva lo stipendio di un milione di euro al proprio calciatore professionista. Per rispondere a questa domanda si è tenuto conto dei dati sui regimi fiscali dei vari paesi Ue forniti dalla società Kpmg nel rapporto “European champions report”.

Il report, infatti, ha analizzato i costi che le società devono pagare per corrispondere ai calciatori uno stipendio netto di un milione di euro.

•    Il paese con il peso fiscale maggiore è la Francia visto che lo stipendio netto di un milione di euro netti al giocatore professionista comporta un costo per la squadra di 2,74 milioni
•    Al secondo posto si classifica il Portogallo dove si arriva a 2,46 milioni, seguito dall’Inghilterra con i suoi 2,12 milioni di euro totali;
•    Per l’Italia, ad oggi, il costo totale che una società deve sostenere per pagare un milione di euro netti a un calciatore è di 1,97 milioni, tuttavia il decreto crescita in discussione in questi giorni alla Camera, attuerà delle modifiche, garantendo un regime fiscale più favorevole.
•    In coda alla classifica troviamo due paesi che, negli ultimi anni, stanno crescendo a livello di apple sportivo: la Turchia dove il costo viene maggiorato del 19% rispetto al netto e la Russia che grazie alla flat tax sui redditi fissata al 13% risulta particolarmente vantaggiosa per coloro che percepiscono stipendi elevati.


Lecce, 10.06.2019

Avv. Maurizio Villani
Dott. Alessandro Villani

 

 

QUADRO SINOTTICO

“Art. 5, DECRETO-LEGGE 30 aprile 2019, n. 34: il regime agevolativo dei “cervelli in fuga”,

Questo contributo si pone l’obiettivo di individuare, in maniera lineare e schematica le modifiche apportate dal Decreto Crescita D.L.n.34/2019 all’. 16 del D.lgs. n. 147/2015

MODIFICHE art. 16 del D.lgs. n. 147/2015: si applicano ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia, ai sensi dell'articolo 2 TUIR, a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2019 (dall’anno 2020).

Comma 1 dell’ art. 16 del D.lgs. n. 147/2015 (sostituito dall’art. 5, comma 1,  lett. a) del D.L. n. 34/2019)

 

 

 

I redditi di lavoro dipendente, i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e i redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territoriodello Stato ai sensi dell'articolo 2 TUIR, concorrono alla formazione del reddito complessivo, limitatamente al 30 % del loro ammontare, qualora ricorrano i seguenti presupposti:

a) i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei due periodi d'imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnano a risiedere in Italia per almeno due anni;

b)  l'attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano.

-  Probabili modifiche possono essere apportate per quanto riguarda la categoria degli atleti professionisti (emendamento ancora in discussione alla Camera)

 - i redditi da lavoro dipendente per i calciatori professionisti impatriati concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare

- ai calciatori non si applicano gli sconti ulteriori previsti dall’art. 5, se stabiliscono la residenza nelle regioni meridionali. Questo perché si rischierebbe di alterare i regimi di tassazione differenti.

 

Comma 1-bis art. 16 del D.lgs. n.1 47/2015 (sostituito dal comma 1, lett. b) dell’art. 5 del D.L. n.3 4/2019)

E’ stata ammessa la possibilità di beneficiare del regime dei  soggetti titolari di reddito  assimilato a quello da lavoro dipendente anche ai titolari di reddito d’impresa, a condizione che trasferiscano la residenza in Italia a partire dal 2020.

Comma 3-bis  dell’art. 16 del D.lgs n. 147/2015 ( aggiunto  dal comma 1, lett. c) dell’art. 5 del D.L.  n. 34/2019)

Sono introdotte maggiori agevolazioni  fiscali per ulteriori cinque anni  in presenza di specifiche condizioni:

  • per i lavoratori con almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo;
  • per i lavoratori che diventino proprietari di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento

I redditi di cui al comma 1 dell’art. 16 cit. concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare.

  • per i lavoratori che abbiano almeno tre figli minorenni o a carico, anche in affido preadottivo, i redditi di cui al c.1 dell’art.16 cit. concorrono alla formazione del reddito complessivo, limitatamente al 10% del loro ammontare.

Comma 5-bis  dell’art. 16  del D.lgs. n. 147/2015 (aggiunto dal comma 1, lett. d) dell’art. 5 del D.L. n. 34/2019)

I redditi di cui al comma 1 dell’art. 16 cit., concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 10% del loro ammontare per i soggetti che trasferiscono la residenza in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.

Comma 5-ter dell’art. 16 del D.lgs.  n. 147/2015 (aggiunto dal comma 1,  lett. e) dell’art. 5 del D.L. n. 34/2019)

I cittadini italiani non iscritti all'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE) rientrati in Italia a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 possono accedere ai predetti  benefici fiscali:

  • purchè abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi, eliminata  la condizione d’iscrizione all’AIRE per usufruire dell’agevolazione fiscale de qua.

Ai cittadini italiani non iscritti all'AIRE rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2019 spettano:

  • benefici fiscali di cui al presente articolo nel testo vigente al 31 dicembre 2018, purchè abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni;
  •  relativi ai periodi d'imposta per i quali siano stati notificati atti impositivi ancora impugnabili, ovvero oggetto di controversie pendenti in ogni stato e grado del giudizio nonché per i periodi d'imposta per i quali non sono decorsi i termini di cui all'articolo 43 del D.P.R. n. 600 del  29 settembre 1973 (ossia, termini per notificare avviso di accertamento).

 

 

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In merito si è pronunciata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 480 del 22-30 dicembre 1993 e con l`ordinanza n. 147 del 26 maggio 2015

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Il contraddittorio nel diritto tributario

Il contraddittorio preventivo rappresenta un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento che legittima l'azione amministrativa

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I poteri istruttori del giudice tributario

Sui poteri istruttori e sui limiti del giudice tributario la Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi

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Termini per correggere le dichiarazioni dei redditi

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito quali termini devono essere rispettati per correggere le dichiarazioni dei redditi

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Benefici per l`acquisto della prima casa

Il requisito della residenza va riferito alla famiglia

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Luogo di notificazione del ricorso per Cassazione

La Suprema Corte ha stabilito il principio di diritto per l'individuazione della disciplina da applicare in ordine al luogo di notificazione del ricorso per Cassazione

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Accertamenti e scritture contabili non esibite

La Corte di Cassazione ha affrontato le problematiche fiscali in tema di accertamenti e verifiche in caso di non esibizione delle scritture contabili

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Problematiche fiscali TARI

Normativa ed illegittimità della tariffa applicata

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Il valore probatorio degli atti notori

Il giudice tributario deve valutare le dichiarazioni di terzi

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Litisconsorzio necessario e conseguenze processuali

Il giudice deve procedere all'integrazione del contraddittorio pena la nullità assoluta del giudizio celebratosi senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari

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Il rispetto dei termini per le notifiche

Limiti di estensione del principio della diversa decorrenza degli effetti della notificazione nelle sfere giuridiche del notificante e del destinatario

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Competenze dei giudici su ipoteche di Equitalia

Il ricorso per la cancellazione di ipoteca iscritta su un immobile va proposto dinanzi al giudice tributario mentre la domanda al risarcimento del danno deve essere presentata al giudice ordinario

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Imposta di soggiorno: gli albergatori sono agenti contabili

I soggetti operanti presso le strutture ricettive assumono la funzione di agenti contabili

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Notifica agli “irreperibili”

La procedura semplificata prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, lett. e) va limitata ai soli casi di "irreperibilità assoluta" del contribuente

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La Corte Costituzionale e le commissioni tributarie

I giudici costituzionali invitano il legislatore a riformare la giustizia tributaria

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Processo tributario

Particolari questioni processuali

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Nulla la notifica a casa del familiare

La consegna della notifica deve avvenire nella casa di abitazione o presso il domicilio del notificando

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Accesso in abitazioni private

Accesso in abitazioni private finalizzato alla verifica dei requisiti per l’agevolazione “prima casa”

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Immediata esecutività delle sentenze

Via libera del Consiglio di Stato

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Giurisprudenza della Corte di Cassazione

Questioni procedurali e notifiche delle cartelle esattoriali

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La riforma della giustizia tributaria

E` auspicabile una necessaria e urgente riforma della giustizia tributaria per evitare il collasso in Cassazione

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Le agevolazioni “acquisto prima casa”

Guida alle agevolazioni “acquisto prima casa”: requisiti, cause di decadenza e Legge di Stabilità 2016

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Alla Consulta la decisione sul riclassamento per microzone

I Comuni possono attivare processi di revisione parziale del classamento delle unità immobiliari urbane ubicate in microzone comunali

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Necessario il contraddittorio per l'iscrizione ipotecaria

I contribuenti possono contestare le iscrizioni ipotecarie non precedute da regolare contraddittorio

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Processo tributario e C.T.U.

Anche nel processo tributario, le norme che lo disciplinano hanno previsto la possibilità per le Commissioni tributarie di avvalersi della CTU

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Esecutività delle sentenze

Immediata esecutività delle sentenze in favore del contribuente e garanzie

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Condoni fiscali e liti fiscali pendenti

Possibile definizione delle liti pendenti sulla base dei principi della rottamazione delle cartelle esattoriali e relative problematiche

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Perplessità sulla notifica via Pec

Le recenti decisioni delle commissioni tributarie di merito muovono nella direzione di una invalidità della notifica delle cartelle esattoriali

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Riscossione e interessi di mora

Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora saranno ridotti al 3,5%

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Riscossione: interessi di mora ridotti

Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora sono ridotti al 3,5%

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La riforma dei consorzi di bonifica

Legge regionale n.1 del 3 febbraio 2017

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Rottamazione delle liti fiscali pendenti

Art. 11 del Decreto Legge del 24 aprile 2017 n. 50

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Condono delle liti fiscali pendenti

Proposta di modifica legislativa

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Proposta di modifica legislativa

Modifica legislativa dell'art. 11 del decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017 (in G. U. S.O. N. 20/L del 24/04/2017, entrato in vigore il 24/04/2017)

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Per la raccomandata vale la data di spedizione

In caso di spedizione degli atti tramite raccomandata, vale sempre la data di spedizione

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Contraddittorio anche in sede di semplice accesso

Cassazione – Sesta Sezione Civile – Ordinanza n. 10989 depositata il 05 maggio 2017

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Nullità del ricorso tributario

Il ricorso tributario è nullo per carenza di motivazione solo in casi di assoluta incertezza

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Ricorso tributario

Il ricorso tributario è nullo per carenza di motivazione solo in casi di assoluta incertezza

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Contraddittorio anche in sede di semplice accesso

Commento alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass.24823/2015)

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Modifica del condono fiscale delle liti pendenti

Parzialmente modificate le norme sul condono fiscale delle liti pendenti

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Accertamento analitico o induttivo?

Il principio di capacità contributiva limita il fisco nella scelta dell’accertamento analitico o induttivo

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I limiti degli accertamenti fiscali

La Corte di Cassazione ha ben delineato i presupposti per l’accertamento analitico–induttivo

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Opposizione agli atti esecutivi tributari

Qual è la competenza del giudice tributario in merito all’esecuzione forzata tributaria per il pignoramento in mancanza di notifica della cartella esattoriale

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Estratto di ruolo, termini per impugnare

Cassazione – Sez. Tributaria Civile – sentenza n. 13584 depositata il 30 maggio 2017

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Imposta di registro

Interpretazione degli atti

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Processo tributario, la valenza delle dichiarazioni dei terzi

Esistono importanti “limitazioni” alla prova del diritto controverso, non essendo ammessi come mezzi probatori il giuramento e la testimonianza

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Il “Reverse charge” (prima parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (seconda parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (terza parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (quarta parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Validità della notifica via pec

Con l’avvento del processo telematico sono intervenute le prime pronunce dei giudici sia di merito che di legittimità

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Petizione

Utilizziamo la nostra bella e chiara lingua italiana - Basta forestierismi in campo fiscale!!!

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Professionisti, indagini e accertamenti (1° parte)

Contrasti giurisprudenziali della Corte di Cassazione. Modifiche legislative con effetti retroattivi (Habent sua sidera lites)

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Professionisti, indagini e accertamenti (2° parte)

Nuova normativa fiscale imposte dirette dal 24 ottobre 2016

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Professionisti, indagini e accertamenti (3° parte)

Come si devono difendere i professionisti dalle indagini e accertamenti bancari?

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Professionisti, indagini e accertamenti (4° parte)

La Corte Costituzionale e il legislatore non hanno fatto alcuna distinzione tra i prelevamenti ed i versamenti spostando l’onere della prova all'Agenzia delle Entrate

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Avvisi di accertamento Tarsu/Tia

La cassazione fissa il termine iniziale per la decadenza

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Onere della prova nelle frodi carosello

Spetta all’Ufficio fornire la prova che l’operazione commerciale sia oggettivamente o soggettivamente inesistente

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La prescrizione dei crediti erariali

Il decorso del tempo può assumere diverso rilievo per l’ordinamento giuridico e, in particolare, può influire sull’acquisto e sull’estinzione dei diritti

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Imu e pertinenze

Il garage è pertinenza solo se contiguo all`abitazione <br />(Cass. n. 15668/2017)

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Modifiche legislative al Decreto Legge n. 148/17

Approvato dal Senato il 16 novembre 2017 e trasmesso alla Camera dei Deputati (in G.U n. 242 del 16 ottobre 2017)

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Le interpretazioni non hanno rilievo penale

Con un’importante sentenza, n. 2216 del 22/11/2017, il Tribunale di Brindisi ha assolto due imprenditori per reati fiscali

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Zone economiche speciali (ZES)

D.L. 91/2017, c.d. “DECRETO SUD”

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Come contestare le cartelle di pagamento

Corte di Cassazione – Sez. Tributaria Civile – Sentenza n. 27776 depositata il 22/11/2017

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Autotutela tributaria

Potere d’ufficio dell’Amministrazione e non strumento di protezione del contribuente (Corte Cost. n.181/2017)

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Contraddittorio preventivo con il contribuente

Il contraddittorio preventivo rappresenta un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento che legittima l'azione amministrativa

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Autotutela nel diritto tributario

Autotutela sta ad indicare la potestà che ha la pubblica Amministrazione di intervenire, sia d'ufficio che su istanza di parte

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La giurisprudenza della Corte di Cassazione

Come difendersi dagli studi di settore

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“La delega degli atti impositivi”

Si analizza la giurisprudenza in tema di delega degli atti impositivi

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La consulenza tecnica nel diritto tributario

L’art. 7, 2°c., del D.Lgs. 546/1992 dispone che le Commissioni tributarie possono richiedere apposite relazioni ad organi tecnici dell’amministrazione

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Le società di comodo

La nozione d’impossibilità va intesa non in termini assoluti ma economici, relativi alle effettive condizioni di mercato (Cass. n. 5080/2017).

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La notifica irregolare invalida l’accertamento

La notifica degli atti tributari è il procedimento con il quale l'atto viene portato a conoscenza del destinatario e rappresenta una condizione di efficacia dello stesso

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“I poteri dell’Agenzia delle entrate-Riscossione"

“I nuovi poteri dell’Agenzia delle entrate-Riscossione”.

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Ravvedimento operoso

Ravvedimento operoso nella disciplina tributaria

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Chiarimenti rottamazione bis

Operazione compliance 2018: gli esclusi dalla rottamazione bis potranno tornare ai vecchi piani di dilazione

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“Questionari fiscali"

“Questionari fiscali e la compatibilità con il sistema tributario”

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Rottamazione dei ruoli

Arriva la pronuncia di legittimità della Corte Costituzionale

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Prossime proposte legislative

Riforma della giustizia tributaria e condono fiscale delle liti pendenti

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Processo penale e processo tributario

“Rapporti tra il processo penale e il processo tributario”

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Convenzione dei diritti dell’uomo

Processo tributario, diritto ad un processo equo

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Sequestro di documenti e segreto professionale

Non si può procedere al sequestro dei dati informatici qualora il commercialista opponga per iscritto il segreto professionale

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Il fisco deve riscuotere entro cinque anni

Corte di Cassazione, ordinanza n. 1997 depositata in cancelleria il 26 gennaio 2018

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Frode carosello

La ripartizione dell’onere probatorio e la responsabilità dell’amministratore

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Come comportarsi durante le verifiche fiscali

Corte di Cassazione – Quinta Sezione Civile – Sentenza n. 28063 depositata il 24/11/2017

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Notifiche e processo telematico

Modalità operative al vaglio della giurisprudenza di legittimità e della Consulta

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Il raddoppio del contributo unificato nel processo

La sentenza della Corte Costituzionale n. 18/2018

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Motivazione degli avvisi di accertamento catastali

L'indirizzo della Corte di Cassazione sulla motivazione degli atti di classamento ed attribuzione di rendita catastale conseguenti a procedura Docfa

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La dichiarazione di terzi nel processo tributario

Ordinanza n. 6616/18 della Corte di Cassazione - Sezione Tributaria

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L'appello nel processo tributario

“L’appello nel processo tributario al vaglio della Suprema Corte”

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Le firme digitali di tipo CAdES e PAdES

“Le firme digitali di tipo CAdES e PAdES sono entrambe valide ed efficaci” (Cass. S.U. n. 10266/2018)”

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L’appello nel processo tributario al vaglio della Suprema Corte

L’appello è inammissibile senza la presenza del difensore

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La revocazione

I recenti arresti giurisprudenziali sui motivi du revocazione

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La valutazione delle rimanenze finali

Norma dell'art. 92, comma 1, secondo periodo, D.P.R. n. 917 del 1986

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Nullità dell’avviso di accertamento

CTP di Salerno, sez. VI, sentenza depositata il 14 maggio <br /> CTP di Pescara, sez. I, sentenza 926/01/2017 <br />CTP di Treviso, sez. I, sentenza 55/01/2018

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Giudicato tributario e giudizio di ottemperanza

Il giudicato tributario e il giudizio di ottemperanza.

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Processo tributario telematico

Ambiti applicativi e vincoli per la controparte

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Sospensive nella Legge n.44 del 23 febbraio 1999

Disposizioni concernenti il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura

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Riscossione dei tributi

L’atto di pignoramento presso terzi

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Notifica diretta delle cartelle esattoriali

La corte costituzionale decide il 20 GIUGNO 2018

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Le operazioni inesistenti

Le operazioni inesistenti nel reato di dichiarazione fraudolenta: inquadramento normativo e contrasti giurisprudenziali.

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Il principio di inerenza

Il principio d’inerenza dei costi nell’evoluzione della giurisprudenza di legittimità

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Sanzioni tributarie

Le obiettive condizioni di incertezza

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La notifica della cartella esattoriale

Corte di Cassazione, ordinanza n. 12753 depositata il 23 maggio 2018

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Ricorso per Cassazione, autosufficienza

“Inammissibile il ricorso per Cassazione che viola il principio di autosufficienza”

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La notifica irregolare

La notifica effettuata dall’ufficiale giudiziario extra districtum costituisce irregolarità e non produce effetti processuali - Cass. S.U., n. 17533/18

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La riforma della giustizia tributaria

I tempi sono maturi per procedere ad una necessaria ed urgente riforma della giustizia tributaria

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Art. 11 Ddl semplificazione fiscale e obbligo del contraddittorio preventivo

Dibattito giurisprudenziale sull’obbligo del contraddittorio preventivo

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Piano Nazionale Anticorruzione

L’Autorità Nazionale Anticorruzione auspica la riforma della giustizia tributaria

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Quadro sinottico delle rottamazioni 2016-2017-2018

Evoluzione dello strumento e differenze tra le tre definizioni agevolate

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Rottamazione-ter

Si avvicina la prima scadenza del 7 dicembre 2018

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Dai lavori parlamentari di conversione del D.L.N.119/2018

Nuovi poteri alla Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione

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TOSAP, sulla durata dell’occupazione del suolo pubblico

Sentenza della Corte di Cassazione, Sez.Trib. n.31718/2018

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La Corte di Giustizia dell'UE si esprime sulla legittimità degli studi di settore

Legittimi gli studi di settore dell’Iva purchè il contribuente possa difendendersi

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Al via il saldo e lo stralcio dei debiti tributari e previdenziali

Pace fiscale, il saldo e lo stralcio delle cartelle rappresenta una sorta di "super rottamazione"

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Pace fiscale: stralcio automatico delle "mini cartelle", dubbi operativi e soluzioni normative

Facciamo chiarezza sui dubbi e sulla normativa legati allo stralcio delle "mini cartelle"

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Contribuenti in difficoltà e tributi, saldo e stralcio dei debiti

Contribuenti in difficoltà, al via il saldo e lo stralcio dei debiti tributari e previdenziali

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La riforma della giustizia tributaria approda alla Camera

Ecco i punti della proposta di Legge d'iniziativa dei deputati

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La plusvalenza sulla cessione dei calciatori: è provento ordinario

Il trasferimento di un calciatore rientra nella gestione ordinaria “accessoria” di una società sportiva

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Decreto semplificazioni e rottamazioni-ter

I contribuenti che hanno aderito alla c.d. rottamazione-bis e che non hanno versato entro il 7 dicembre 2018 le rate di luglio, settembre e ottobre, potranno accedere

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I marchi d’impresa sono esclusi dalle agevolazioni fiscali

La novità di maggiore rilevanza è stata il restringimento dell’ambito oggettivo del patent box, avvenuta con l’esclusione dei redditi prodotti dall’uso dei marchi

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AGEVOLAZIONI FISCALI PER ATTRARRE RISORSE UMANE IN ITALIA

NORMATIVA E AGEVOLAZIONI FISCALI PER RICERCATORI, DOCENTI, LAVORATORI CONTRO-ESODATI E LAVORATORI IMPATRIATI

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Operazioni inesistenti e nullità dell'avviso di accertamento

E' nullo l’avviso di accertamento se la società cessionaria non era a conoscenza della frode fiscale posta in essere dalla società cedente

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La Corte di Cassazione e l'istituzione della sezione tributaria

La Corte di Cassazione e la necessità dell'istituzione di una sezione specializzata tributaria

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Decreto crescita, agevolazioni anche ai non iscritti all'AIRE

Cancellata la condizione di iscrizione all'AIRE dei lavoratori all'estero per usufruire delle agevolazioni in caso di rimpatrio

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Decreto “Sblocca-cantieri”, l'esclusione dalle gare pubbliche

Le irregolarità fiscali non definitive escludono le imprese dalle gare pubbliche

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Pace fiscale, dubbi sulla definizione delle liti

Dubbi interpretativi in merito alla definizione delle liti relative a sanzioni non collegate ai tributi

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Valore probatorio degli atti notori nel processo tributario

Gli atti notori hanno il valore probatorio proprio degli elementi indiziari nel processo tributario

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Regole e termini dell'accertamento con adesione

La mancata convocazione del contribuente non comporta la nullità del procedimento di accertamento

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Passaggio del personale da Equitalia ad AdE Riscossione, dubbi di incostituzionalità

Tutti i dirigenti in forze presso il nuovo ente di riscossione non sono stati assunti mediante pubblico concorso, ma solo attraverso un mero passaggio diretto

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