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Notifiche e processo telematico


Modalità operative al vaglio della giurisprudenza di legittimità e della Consulta
Notifiche e processo telematico
1. Normativa di attuazione e modalità operative.
2. E’ valida la notifica via PEC quando raggiunge lo scopo (Cass. ord. n. 30372/2017 - Cass. ord. n. 15984/2017).
3. La notifica via PEC non può essere effettuata se il processo telematico non è stato attivato (Cass. n. 18321 /2017).
4. La notifica via PEC è valida anche se la relata è priva di firma digitale (Cass. ord. n.3805/2018).
5. E’ rimessa alla Consulta la questione di legittimità costituzionale relativa alla notifica via PEC dopo le 21 (Corte d’Appello Milano, Ordinanza del 16 ottobre 2017).

1. Normativa di attuazione e modalità operative.
Il D.M. 26.04.2012 individua le regole operative per l’invio telematico delle comunicazioni delle Commissioni tributarie, limitatamente alle Commissioni tributarie provinciali e regionali site in Umbria e in Friuli Venezia Giulia.
Con i successivi D.M. 26.06.2012, 2.10.2012 e 29.11.2012, predette regole sono state estese alle segreterie delle restanti Commissioni tributarie d’Italia.

Modalità operative
La comunicazione elettronica avviene all’indirizzo PEC dichiarato dalla parte nel ricorso o nel primo atto difensivo.
L’indirizzo PEC dei professionisti deve corrispondere a quello comunicato ai propri ordini o collegi.
Nei procedimenti nei quali la parte sta in giudizio personalmente e il relativo indirizzo di posta elettronica certificata non risulta dai pubblici elenchi, il ricorrente può indicare l’indirizzo di posta al quale vuole ricevere le comunicazioni.
In caso di mancata indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata, ovvero nel caso di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario, le comunicazioni sono eseguite esclusivamente mediante il deposito in segreteria della Commissione tributaria (art. 16 bis, commi 1 e 2 del Dlgs n. 546/1992), così come per le ipotesi di malfunzionamento della casella imputabili al destinatario (es: nel caso di casella satura, casella disabilitata per omesso pagamento ecc.).
Se, invece, a causa di un virus, o per altra ragione, la e-mail viene rispedita al mittente, la comunicazione verrà eseguita mediante le forme ordinarie (artt. 16 e 17 del Dlgs n. 546/92).
Ove l’indirizzo della casella pec risulti errato, le segreterie possono utilizzare gli elenchi di cui agli artt. 6, 7 e 8 del D.L. n.185/2008.
Dall’altra parte, se il difensore indicasse un indirizzo PEC diverso da quello comunicato dall’ordine, egli non potrebbe sollevare alcuna eccezione relativa alla mancata conoscenza dell’atto.

Variazione dell’indirizzo PEC.
La variazione dell’indirizzo PEC ha efficacia dal decimo giorno successivo a quello in cui è notificata all’ufficio della segreteria del giudice tributario (art. 6 del D.M. n. 26.4.2012).
E’consentito, alla parte, comunicare alla segreteria la variazione d’indirizzo PEC, indicando i ricorsi interessati da tale variazione con i rispettivi numeri di registro generale.

Perfezionamento della comunicazione
La comunicazione per via telematica si intende perfezionata quando viene generata, da parte del gestore di posta elettronica certificata del destinatario, la ricevuta di avvenuta consegna e produce gli effetti di cui agli artt. 45 e 48 del C.A.D. (art. 7, comma 1 del D.M. n. 26.4.2012).
Per il destinatario, la comunicazione ha rilievo nel momento in cui il documento informatico è reso disponibile nella casella di posta elettronica certificata da parte del suo gestore.

Omessa indicazione nel ricorso della casella PEC
L’introduzione dello strumento telematico per le comunicazioni comporta la necessità, prevista normativamente, come anzidetto, da parte del difensore d’indicare nell’atto introduttivo del giudizio la casella di posta elettronica certificata del difensore e delle parti; precisamente, tale indirizzo va indicato nel ricorso introduttivo o nel primo atto utile.
Qualora il difensore subentri successivamente nel processo, l’indirizzo PEC potrà essere indicato in ogni atto processuale successivo, compresa l’istanza di discussione in pubblica udienza.
L’omessa indicazione dell’indirizzo pec del difensore comporta la maggiorazione del contributo unificato della metà (art. 13, comma 3-bis del D.L. n. 98/2011).
Ebbene, è opportuno non sottovalutare tale dimenticanza, poiché l’ammontare del contributo unificato può arrivare, talvolta, sino a 1.500,00 euro per grado di giudizio e, pertanto, tale omissione avrebbe un costo non "irrilevante".

2. E’ valida la notifica via PEC quando raggiunge lo scopo (Cass.ord. n.30372/2017; Cass.ord.n.15984/2017).

Principio di diritto (Cass. ordinanza n. 30372/2017; CTR Milano, n. 5082/2017).

Quasi nello stesso periodo temporale si sono pronunciate la CTR di Milano, con sentenza n. 5082/2017, e la giurisprudenza di legittimità con ordinanza n. 30372/2017, le quali hanno ammesso la validità della notifica del ricorso effettuata all’avvocato di controparte a mezzo PEC, pur in assenza di vigenza della modalità telematica nel rito di riferimento, basandosi, in via primaria, sul principio che se un atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato non ne può essere sancita la nullità.

Caso
Il contribuente solleva dinanzi alla CTR Lombardia l’eccezione di nullità da parte del contribuente della notifica inviata al proprio avvocato via PEC dall’AdE in una data (20 gennaio 2017) alla quale il Processo Tributario Telematico non era stato ancora attivato nella Regione Lombardia (l’attivazione è datata 15 aprile 2017).
La Commissione ha affermato, da un lato, che essendo il difensore un avvocato e, pertanto, obbligato a dotarsi di un indirizzo di posta certificata, la notifica non poteva considerarsi inesistente; dall’altra parte, essendosi costituita in giudizio la parte resistente, trovava applicazione il principio generale enunciato dall’art. 156 c.p.c. e dalla Suprema Corte (Cass. Civ. n. 7665/2016), secondo cui la nullità di un atto non può essere pronunciata se questo ha in concreto raggiunto il suo scopo.

La motivazione della sentenza
La Suprema Corte, con ordinanza n. 30372/2017, si è pronunciata sull’eccezione di nullità sollevata dal difensore del contribuente della notifica via PEC ricevuta nel 2016 da parte dell’Agenzia delle Entrate del controricorso in Cassazione, fondata sulla non ritualità della stessa con il mezzo telematico alla data della sua effettuazione.
Con predetta ordinanza il Supremo Consesso ha respinto la pretesa, fondandosi su due suoi precedenti giurisprudenziali (Cass. Civ., n. 20307/2016 e Cass. Civ., n. 15984/2017), secondo la quale tale tipo di notificazione è consentita sia dalla normativa secondaria e dai relativi provvedimenti attuativi, sia dando applicazione al principio di diritto secondo il quale "L'irritualità della notificazione di un atto (nella specie, controricorso in cassazione) a mezzo di posta elettronica certificata non ne comporta la nullità se la consegna telematica ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell'atto e determinato così il raggiungimento dello scopo legale".
Tanto la giurisprudenza di merito quanto quella di legittimità hanno, quindi, precisato che, pur rilevando la specialità del rito tributario e delle norme per esso fissate in merito alla applicabilità dell’utilizzo delle modalità telematiche, quando la notifica ha raggiunto lo scopo di mettere il destinatario nella possibilità concreta di piena conoscenza dell’atto trasmesso e, conseguentemente, di difendersi con pienezza presentando le proprie controdeduzioni, deve trovare applicazione il generale principio di diritto sancito dall’art. 156 c.p.c.; non a caso, in ambedue le sentenze commentate si fa esplicito rinvio al precedente in tal senso contenuto nella sentenza Cass. Civ., n. 7665/2016 in tema di vizi di notifica a mezzo PEC.

Osservazioni
Va operata una distinzione tra le due decisioni: la CTR ha ritenuto che nel rito tributario la notifica del ricorso in esame con posta certificata effettuata prima della entrata in vigore del PTT potesse essere ammessa anche perché avvenuta dopo l’emanazione del D.M. 4 agosto 2015 delle regole tecnico-operative del medesimo e il documento informatico notificato rispettava le regole di formazione stabilite dal richiamato decreto; la Corte di Cassazione, dall’altra parte, ha precisato che l’eccezione di nullità sollevata dalla parte afferiva la normativa riguardante le notifiche telematiche nel processo tributario speciale, che non risulta applicabile al processo avanti la Suprema Corte se non in via "integrativa", non sussistendo un rito di legittimità "differenziato" per le liti tributarie (in tal senso Cass. Civ., SS.UU., n. 8053/2014 e Cass. Civ., n. 14916/2016).
Riguardo entrambe le sentenze va precisato che ambedue si limitano a dare validità alla notifica dell’atto tributario, ma non contraddicono altre sentenze, applicative del Regolamento D.M. 23 dicembre 2013, n. 163, nelle quali viene stabilito che il processo tributario possa instaurarsi con le modalità telematiche solo per i ricorsi notificati dopo la data di entrata in vigore del PTT stabilita con gli specifici D.M., primo dei quali il richiamato D.M. 4 agosto 2015; rimane, inoltre, da considerare il principio applicato nell’ordinanza in commento confrontato con quello di Cass. Civ., n. 19741/2016, che stabiliva l’inesistenza di una notifica di atto processuale effettuata a mezzo PEC in assenza di vigenza del PTT.

Principio di diritto (Cass. Civ., sez.VI, Ordinanza 27 giugno 2017, n. 15984).
In maniera analoga si è pronunciata la Suprema Corte, ritenendo valida la notifica pec dell’atto processuale allegato in formato"doc" e non "pdf".
Infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione la notifica è ugualmente valida in quanto la stessa ha raggiunto il proprio scopo giungendo al destinatario.
In particolare, la Corte sottolinea che l’irritualità della notifica di un atto (nella specie un controricorso in cassazione) a mezzo PEC, non ne comporta la nullità se la consegna telematica con estensione ".doc", anziché in formato ".pdf", ha comunque prodotto il risultato della conoscenza dell’atto (Cass.S.U, n. 7665 del 18/04/2016;vedi anche Cass.SU, n. 11383 del 31/05/2016), "...essendosi tale "scopo" senz'altro raggiunto nel caso di specie, posto che la resistente controricorrente si e' ampiamente difesa con il controricorso" In buona sostanza, la notifica dell’atto in formato .doc è valida.
Precisamente, nel caso di specie, l’atto processuale, notificato con Posta Elettronica Certificata, avente come file un’estensione .doc - ossia il documento originale redatto con il programma Office Word, prima della conversione in formato pdf - ha raggiunto lo scopo di mettere a conoscenza la controparte del relativo contenuto quando la controparte si costituisce. La costituzione in giudizio dimostra, appunto, che il file - sebbene in formato .doc - è stato "aperto" e , pertanto, non vi è stata alcuna lesione del diritto di difesa.

3. La notifica via PEC non può essere effettuata se il processo telematico non è stato attivato( Cass.n.18321/ 2017).

Principio di diritto
Le notificazioni a mezzo posta elettronica certificata, nel contenzioso fiscale, sono consentite solo laddove è operativa la disciplina del "processo tributario telematico".
Il Supremo Consesso ha precisato che, in mancanza di predetto presupposto, la notifica elettronica non è conforme ad alcun modello legale e deve ritenersi giuridicamente inesistente e, come tale, non suscettibile di sanatoria.
Caso
L’8 gennaio 2013 un contribuente proponeva ricorso a mezzo PEC contro un avviso di accertamento per tributi vari, relativo al 2007.
La Commissione tributaria provinciale dichiarava inammissibile il ricorso, con sentenza confermata dal Collegio tributario regionale della Campania.
La CTR ribadiva la pronuncia del giudice di prime cure osservando, in particolare, che l’utilizzo della PEC, per la notifica dell’originaria impugnazione, effettuata dal procuratore della parte privata ai sensi della legge 53/1994, non era all’epoca consentita e, realizzando una tipologia procedimentale difforme dal modello legale, doveva considerarsi giuridicamente inesistente.
L’interessato ricorreva in sede di legittimità, censurando la pronuncia della CTR per avere ritenuto
inutilizzabile per la notifica del ricorso introduttivo lo strumento telematico, modalità che, secondo il contribuente, doveva invece ritenersi equiparata alla notificazione eseguita a mezzo del servizio postale, ai sensi dell’articolo 16 del Dlgs n. 546/1992; inoltre, affermava l’erroneità della declaratoria d’inesistenza poiché, al più, il giudice avrebbe dovuto dichiarare la nullità della notifica, sanabile attraverso la rinnovazione o per raggiungimento dello scopo.
L’Agenzia delle entrate resisteva con controricorso.

La motivazione della sentenza.
La Corte ha respinto il ricorso con la sentenza n. 18321del 25 luglio 2017, la cui motivazione si basa sul principio di diritto espresso dalla stessa con ordinanza n. 17941/2016 ove, con riferimento alla fattispecie di notifica di una sentenza tributaria a mezzo PEC, risalente al dicembre 2014, il Supremo Consesso aveva concluso che, nel contenzioso fiscale, la notifica digitale effettuata dal difensore del contribuente all’amministrazione finanziaria "è inesistente e insuscettibile di sanatoria, per cui non è idonea a far decorrere il termine breve per l’impugnazione, atteso che, ai sensi dell’art. 16 bis, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992[...] le notifiche tramite PEC degli atti del processo tributario sono previste in via sperimentale solo a decorrere dal 1° dicembre 2015 ed esclusivamente dinanzi alle Commissioni tributarie della Toscana e dell’Umbria ...".
Nella pronuncia in esame, la Suprema Corte sottolinea che la modalità di notificazione telematica, prevista dalla legge 53/1994 soltanto per gli "atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale", all’epoca dei fatti di cui è causa, non poteva ritenersi ammessa in materia tributaria perché non espressamente disciplinata da specifiche disposizioni, dovendo invece considerarsi vigente ratione temporis l’originaria previsione dell’articolo 16 del DPR 68/2005, per la quale "le disposizioni di cui al presente regolamento non si applicano all’uso degli strumenti informatici o telematici nel processo tributano".
Ciò posto, ne consegue che nella fattispecie non può neppure affermarsi l’equivalenza della trasmissione del documento informatico per via telematica alla notificazione per mezzo della posta, che è stabilita dall’articolo 48, comma 2, Dlgs n. 82/2005 (Cad, Codice dell’Amministrazione Digitale) soltanto "salvo che la legge disponga altrimenti".
La norma di riferimento, chiariscono i giudici di legittimità, è l’articolo 16-bis del Dlgs n. 546/1992 - come introdotto dall’articolo 9, comma 1, lettera h), Dlgs 156/2015 - che, al comma 3, prevede che "le notificazioni tra le parti e i depositi presso la competente Commissione tributaria possono avvenire in via telematica secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163 e dei relativi decreti di attuazione".
Nello specifico, l’articolo 3, comma 3, del D.M n. 163/2013, ha demandato a successivi decreti ministeriali l’individuazione delle regole tecnico operative volte alla disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario (regole poi introdotte con il D.M 4 agosto 2015).
In conclusione, precisa la Suprema Corte, le notifiche a mezzo PEC nel processo tributario "sono
consentite solo laddove è operativa la disciplina del c.d. processo tributario telematico" perché,
in mancanza, la notificazione elettronica non è conforme ad alcun modello legale "e pertanto
deve ritenersi giuridicamente inesistente, in quanto tale non sanabile".

Osservazioni
Nell’ambito del processo di digitalizzazione della giustizia, a partire dal 1° dicembre 2015, è stata avviata, dapprima presso le Commissioni Tributarie della Toscana e dell’Umbria e poi, progressivamente, su tutto il territorio nazionale, la fase di sperimentazione del Processo tributario telematico (Ptt).
Dal 15 luglio 2017, con l’estensione delle procedure informatiche del contenzioso alle Commissioni tributarie presenti nelle regioni Marche e Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, il Ptt è attivo in tutto il Paese.
In diverse occasioni, la Cassazione ha chiarito che la notificazione della sentenza tributaria eseguita via PEC è idonea a determinare la decorrenza del termine breve per l’eventuale successiva impugnazione soltanto nelle realtà territoriali in cui è attivo, ancorché in via soltanto sperimentale, il Ptt; ciò, in quanto "le notifiche a mezzo posta elettronica certificata nel processo tributario sono consentite laddove è operativa la disciplina del c.d. processo tributario telematico" (Cassazione, 17941/2016 e 4066/2017).
Di conseguenza, laddove il contenzioso on line non fosse ancora stato attivato, l’eventuale notificazione via PEC della sentenza non sarebbe riconducibile alla fattispecie di cui all’articolo 38, comma 2, del Dlgs 546/1992, e non sarebbe pertanto idonea a comportare la decorrenza del termine breve d’impugnazione.
L’ordinanza esaminata, in coerenza con la regola già codificata nelle due pronunce sopra richiamate, estende dunque il medesimo principio anche all’ipotesi di notificazione del ricorso introduttivo del giudizio.
In definitiva, per il passato, lo scrutinio di validità delle notificazioni di atti del processo tributario eseguite a mezzo PEC dovrà necessariamente tener conto degli enunciati principi interpretativi che, confermati più volte dalla Corte, sembrano assumere i connotati di giurisprudenza consolidata.

4. La notifica via PEC è valida anche se la relata è priva di firma digitale (Cass. ord. n. 3805/2018).

Principio di diritto
La Suprema Corte, con l’ordinanza n.3805/2018, ha affermato, in tema di notificazione del ricorso per Cassazione a mezzo posta elettronica certificata (PEC), che la carenza di sottoscrizione digitale del ricorso e la mancanza, nella relata, della firma digitale dell’avvocato notificante non sono causa d’inesistenza dell’atto. In tal modo si è espressa la Corte di Cassazione in merito all’eccezione di inammissibilità del ricorso per Cassazione proposta dal controricorrente per carenza della prescritta sottoscrizione digitale del ricorso e della relata di notifica. A sostegno della propria tesi, la giurisprudenza di legittimità ha richiamato il principio delle SS.UU. (sentenza n. 7665/2016), sancito in via generale dall’articolo 156 c.p.c., secondo cui la nullità non può mai essere pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato.
Caso
A seguito di ricorso per Cassazione proposto dall’Agenzia delle Entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, notificato tramite PEC ai sensi della L. 53/94, nel costituirsi in giudizio il controricorrente chiede, preliminarmente, che la Suprema Corte accolga l'eccezione d'inammissibilità del ricorso in quanto il citato atto e la relata di notifica sarebbero carenti della prescritta sottoscrizione digitale.
La motivazione della sentenza.
Il Supremo Consesso, prima di pronunciarsi sulla predetta eccezione d’inammissibilità, ha effettuato una dettagliata ricostruzione della normativa applicabile alle notifiche degli avvocati tramite PEC; il collegio, a tal proposito, ha affermato che "in particolare la L. n. 53 del 1994, nel disciplinare le modalità di notifica tramite PEC, rimanda all'art. 19 bis cit. (Notificazioni per via telematica eseguite dagli avvocati - art. 18 del regolamento), emanate in attuazione del codice dell'amministrazione digitale, che al comma 1, e al comma 2, prevede solo che l'atto sia in formato PDF; ciò anche nell'ipotesi di notifica tramite PEC da eseguirsi in un procedimento dinanzi alla Corte di cassazione."
Precisamente, la L. n. 53/94 non prevede solo che l’atto (oggetto della notifica) sia in formato PDF in quanto, così come si evince dall’art. 3 bis comma 1 della citata norma, la notifica con modalità telematica deve eseguirsi "nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici."; da ciò si evince che, quanto alle notifiche da effettuarsi in procedimenti dinanzi il Tribunale o la Corte d’Appello, il notificante non possa non osservare anche quanto previsto dalle regole e specifiche tecniche del PCT (DM 44/11 e specifiche 16 aprile 2014, da ultimo modificate il 7 gennaio 2016) e,quindi, debba attenersi a quanto disposto sia dall’art. 19 bis comma 1 sia dall’articolo 12 lettera d) il quale prevede che l’atto debba essere sottoscritto con firma digitale (CAdES o PAdES), così come disposto dal successivo comma 2.
Invece, nei casi in cui l’atto da notificarsi sia relativo ad un procedimento del Giudice di Pace o della Corte di Cassazione (posto che, ad oggi, dinanzi a tali Uffici non è stato attivato il processo telematico) sarebbe applicabile l’art. 19 bis comma 2 ,il quale consente, nei casi in cui l’atto non debba essere depositato in cancelleria telematicamente, che quest’ultimo possa essere allegato alla PEC anche sotto forma di copia informatica, anche per immagine, in formato PDF; in predette ipotesi, pertanto,l’atto del processo verrebbe stampato, sottoscritto nella modalità tradizionale, scansionato e allegato alla PEC, senza sottoscrizione digitale ma con attestazione di conformità nella relata di notifica (anch’essa da allegare alla PEC) effettuata ai sensi del combinato disposto dell’art. 3 bis L. 53/94 e art. 16 undecies comma 3 DL 179/12.
La giurisprudenza di legittimità, dopo aver chiarito la normativa di riferimento per il caso de quo, ha affrontato la questione relativa all’eccezione d’inammissibilità del ricorso, sottolineando con fermezza che il ricorrente ha dato la prova della notifica tramite PEC del ricorso per cassazione, depositando "... l'attestazione di conformità - del ricorso, delle relazioni di notifica e di tutta la documentazione - all'originale informatico dell'atto, sottoscritto con firma digitale e notificato come allegato ai messaggi di posta elettronica certificata, ai sensi della L. n. 53 del 1994, artt. 6 e 9, e del D.Lgs. n. 82 del 2005, art. 23.". Questo significa che, come previsto dall’art. 9 comma 1 bis della L. 53/94, il ricorrente ha depositato la stampa della ricevuta di accettazione, della ricevuta di consegna, di tutti gli allegati attestando, infine, ai sensi dell’art. 23 comma 2 CAD, la conformità delle copie analogiche agli originali (duplicati) informatici da cui sono tratte.
Il Supremo Consesso continua mettendo in evidenza che "non è quindi esatto quanto afferma il controricorrente, sia con riferimento alla mancanza della firma digitale nel ricorso notificato via PEC, data la presenza di attestato di conformità all'originale informatico, sia circa la successiva modificabilità del documento sottoscritto con firma digitale PAdES (PDF Advanced Electronic Signatures), poichè questa può essere verificata aprendo il file con l'idoneo programma (Acrobat Reader) opportunamente impostato, che non consente di inficiare la validità del documento firmato originariamente.".
Con riferimento alla seconda doglianza del ricorrente relativa alla mancata sottoscrizione digitale della relata di notifica, la Corte richiamata la precedente pronuncia n.6518/2017 affermando che, "in tema di notificazione del ricorso per cassazione a mezzo posta elettronica certificata (PEC), la mancanza, nella relata, della firma digitale dell'avvocato notificante non è causa d'inesistenza dell'atto, potendo la stessa essere riscontrata attraverso altri elementi di individuazione dell'esecutore della notifica, come la riconducibilità della persona del difensore menzionato nella relata alla persona munita di procura speciale per la proposizione del ricorso, essendosi comunque raggiunti la conoscenza dell'atto e, dunque, lo scopo legale della notifica".
In conclusione, per i motivi innanzi esposti, la Corte di Cassazione ha rigettato l’eccezione preliminare volta a far dichiarare inammissibile il ricorso.
Il Collegio, da ultimo, chiosa richiamando quanto deciso a Sezioni Unite con la sentenza n. 7665 del 18 aprile 2016, la quale ha stabilito che anche alle notifiche PEC deve applicarsi il principio disposto dall'art. 156 c.p.c., secondo il quale la nullità non può essere mai pronunciata se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato "... statuendo altresì, riguardo alla modalità con la quale l'eccezione di nullità viene sollevata, l’inammissibilità dell'eccezione con la quale si lamenti un mero vizio procedimentale, senza prospettare anche le ragioni per le quali l'erronea applicazione della regola processuale abbia comportato, per la parte, una lesione del diritto di difesa o possa comportare altro pregiudizio per la decisione finale della Corte".

5. Rimessa alla Consulta la questione di legittimità costituzionale relativa alla notifica via PEC dopo le 21 (Corte d’Appello Milano, ordinanza del 16 ottobre 2017).

Questione di legittimità
La Corte d’Appello di Milano, con l’ordinanza del 16 ottobre 2017, ha sollevato eccezione di legittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 24 e 11 Cost., della norma secondo la quale «la disposizione dell’art. 147 c.p.c. si applichi anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo".
Caso di specie e motivi della rimessione
Con ordinanza del 16 ottobre 2017 la Corte di Appello di Milano ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell'art. 16-septies del D.L. n. 179/2012, conv. in L. n. 221/2012, nella parte in cui prevede che "la disposizione dell'art. 147 c.p.c. si applica anche alle notificazioni eseguite con modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo".
Secondo i giudici milanesi tale norma, introdotta dall'art. 45 bis della L. 114/2014, contrasta:
- con l'art. 3 cost. trattando in modo eguale situazioni differenti: il legislatore, infatti, ha equiparato il domicilio fisico al domicilio digitale, trattandoli, quindi, con la medesima disciplina, pur non essendo situazioni analoghe. Infatti, secondo la Corte, differenti sono le esigenze di tutela del domicilio sottese alla notifica tradizionale rispetto alla notifica a mezzo PEC;
- con gli artt. 24 e 111 cost., violando il diritto del notificante di difendersi sfruttando per intero il limite giornaliero che gli viene riconosciuto dalla legge.
Una soluzione prospettata dalla Corte, al fine di procedere con un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 16-septies, in combinato disposto con l’art. 147 c.p.c. e con il principio di scissione degli effetti della notifica, potrebbe essere quella di prevedere che il termine per la notifica sia valido per il notificante fino a mezzanotte, ma decorra per il notificato solo dalle ore 7 del giorno successivo, in modo da tutelare il diritto di difesa della parte e contestualmente tutelare l’interesse alla vita privata di colui che deve ricevere la notifica.
Ciò posto, trattandosi di una questione che di fatto comporterebbe un’abrogazione della norma in esame, la Corte si rimette alle valutazioni della Corte Costituzionale.

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No alla presunzione di maggior reddito per i prelievi dei professionisti

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LA VERIFICA FISCALE

COME COMPORTARSI DURANTE UNA VERIFICA FISCALE

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La verifica fiscale

Come comportarsi durante una verifica fiscale

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Reati tributari

Omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili: alle due fattispecie di reato non si applica il ne bis in idem

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Classamento catastale

Motivazione dell'atto di classamento. Come contestare gli accertamenti catastali

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Agevolazione prima casa

La nozione di “abitazione di lusso” e criteri diversi se la compravendita è soggetta a Registro o Iva.

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Motivazione delle rendite catastali

Ennesima conferma della Cassazione

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Omesso versamento IVA

Il versamento a rate dell’Iva omessa non elimina il reato

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Fotovoltaico e fisco

Problematiche fiscali del fotovoltaico

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Bollo per le auto storiche

Nella Legge di Stabilità è previsto anche il pagamento della tariffa piena del bollo per le auto storiche

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Novità in tema di reati tributari

Decreto legislativo sulla certezza del diritto

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Processo tributario

Responsabilità civile dei magistrati e riforma del processo tributario

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Termini per chiedere i rimborsi fiscali

Il contribuente deve sapere quali termini rispettare per chiedere i rimborsi fiscali

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Urgente riforma del processo tributario

E' necessaria un`urgente riforma del processo tributario

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Reati tributari e tenuità del fatto

Novità normative: Decreto Legislativo 16 marzo 2015, n. 28.

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Dirigenti illegittimi ed accertamenti nulli

Corte Costituzionale: sentenza n. 37 del 25-02-2015

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Legittimo l'utilizzo dei dati contenuti nella lista Falciani

I dati della lista Falciani sono utilizzabili nell’accertamento tributario in quanto l’amministrazione finanziaria può avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario

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Consorzi di bonifica e fisco

Sentenza della Corte di Cassazione N. 2241/2015

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Il processo tributario negli altri Paesi

Pluralità di differenze nell'applicazione delle garanzie di equità processuale.

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Dirigenti illegittimi

La Ctp di Lecce annulla gli accertamenti firmati da un “funzionario non dirigente per concorso”

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La prescrizione del reato è interrotta dal P.V.C.

Sentenza n. 19538 dell'’11 maggio 2015 Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione

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Compensi ai pubblici dipendenti

Incostituzionalità della sanzione per i compensi ai pubblici dipendenti

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La parziale riforma del processo tributario

Le modifiche al processo tributario

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Classamento - competenza del giudice tributario

E’ il giudice tributario competente nelle controversie su classamento e rendite

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Spese per sponsorizzazioni e loro deducibilità

La deducibilità fiscale delle sponsorizzazioni

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Novità fiscali 2015

Le principali novità fiscali 2015

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Incarichi dirigenziali

Solo per concorso: così si pronuncia il Consiglio di Stato

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Incarichi dirigenziali

Solo per concorso: così si pronuncia il Consiglio di Stato

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La motivazione della cartella esattoriale

I requisiti che deve rispettare la cartella esattoriale

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Sequestro preventivo per la confisca penale

Sequestro preventivo anche in ipotesi di operazioni soggettivamente insistenti

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Questione dei Dirigenti Illegittimi

Commento alle sentenze della Corte di Cassazione n. 22810, n. 22800 e n. 22803 del 9 novembre 2015

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Questione dei Dirigenti Illegittimi

Commento alle sentenze della Corte di Cassazione n. 22810, n. 22800 e n. 22803 del 9 novembre 2015

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“Imbullonati” non più soggetti ad imposizione

La Legge di stabilità 2016 sugli imbullonati

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La parziale riforma del processo tributario

Critiche alle due circolari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell'Agenzia delle Entrate

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Problematiche fiscali del canone Rai

La richiesta di oscuramento dei canali Rai non estingue l’obbligo di pagamento del canone radiotelevisivo

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Credito d’imposta

Nuovi investimenti nel Mezzogiorno

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Divorzi e separazioni senza imposta di registro

La Corte di Cassazione ha stabilito che sono esenti dall`imposta di registro tutti gli atti relativi ai procedimenti di separazione e di divorzio

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Fondo patrimoniale e fisco

Il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l'esecuzione sui beni del fondo va ricercato nella relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia

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Rinuncia all`eredità nei confronti del fisco

E` onere degli eredi produrre l'eventuale atto di rinuncia all'eredità. E` onere dell`Amministrazione finanziaria provarne la mancata inserzione nel registro delle successioni

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Ricorsi contro le cartelle esattoriali vicino casa

La Commissione Tributaria Provinciale competente è quella dove ha sede l`ente impositore e non il concessionario della riscossione

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Riforma delle commissioni tributarie

Dopo la parziale Riforma del Processo Tributario è necessario modificare strutturalmente le Commissioni Tributarie

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La tutela cautelare nel nuovo processo tributario

Estesa al processo tributario la sospensione cautelare anche nelle fasi successive al primo grado di giudizio

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Riforma del processo tributario

Novità del processo tributario dal 1° gennaio 2016

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Tarsu per gli Alberghi, quanto pagare?

Le tariffe con riguardo alle diverse categorie e sottocategorie devono tener conto della idoneità a produrre rifiuti dei locali e delle aree tassabili

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I rimborsi fiscali

E` stata riconosciuta all’Amministrazione finanziaria la possibilità di procedere al disconoscimento del rimborso fiscale anche oltre il termine previsto per l’accertamento

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Riforma della giustizia tributaria

Il Governo è deciso a riformare le Commissioni Tributarie per garantire una giurisdizione più efficiente e tempi del giudicato più celeri

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Come difendersi dal redditometro

La nuova normativa sul redditometro chiarisce la portata della presunzione semplice rispetto alla prova contraria, utile per contrastare il “vecchio” redditometro

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Consorzi di bonifica

La giurisprudenza della Corte di Cassazione a Sezioni unite

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Sollecito Decreto ministeriale

Riforma del processo tributario

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La motivazione delle sentenze tributarie

Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi in tema di motivazione delle sentenze tributarie ed in tema di sospensioni del processo tributario

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L'impugnazione del ruolo

Il momento determinante per l'instaurazione del rapporto giuridico di riscossione è la formazione del ruolo e non quello della notificazione della cartella

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Il cliente deve controllare il professionista

Affidarsi a un commercialista non esonera il cliente a vigilare affinché il mandato del professionista sia puntualmente adempiuto

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L'aggio di Equitalia è incostituzionale?

In merito si è pronunciata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 480 del 22-30 dicembre 1993 e con l`ordinanza n. 147 del 26 maggio 2015

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Il contraddittorio nel diritto tributario

Il contraddittorio preventivo rappresenta un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento che legittima l'azione amministrativa

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I poteri istruttori del giudice tributario

Sui poteri istruttori e sui limiti del giudice tributario la Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi

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Termini per correggere le dichiarazioni dei redditi

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito quali termini devono essere rispettati per correggere le dichiarazioni dei redditi

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Benefici per l`acquisto della prima casa

Il requisito della residenza va riferito alla famiglia

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Luogo di notificazione del ricorso per Cassazione

La Suprema Corte ha stabilito il principio di diritto per l'individuazione della disciplina da applicare in ordine al luogo di notificazione del ricorso per Cassazione

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Accertamenti e scritture contabili non esibite

La Corte di Cassazione ha affrontato le problematiche fiscali in tema di accertamenti e verifiche in caso di non esibizione delle scritture contabili

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Problematiche fiscali TARI

Normativa ed illegittimità della tariffa applicata

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Il valore probatorio degli atti notori

Il giudice tributario deve valutare le dichiarazioni di terzi

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Litisconsorzio necessario e conseguenze processuali

Il giudice deve procedere all'integrazione del contraddittorio pena la nullità assoluta del giudizio celebratosi senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari

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Il rispetto dei termini per le notifiche

Limiti di estensione del principio della diversa decorrenza degli effetti della notificazione nelle sfere giuridiche del notificante e del destinatario

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Competenze dei giudici su ipoteche di Equitalia

Il ricorso per la cancellazione di ipoteca iscritta su un immobile va proposto dinanzi al giudice tributario mentre la domanda al risarcimento del danno deve essere presentata al giudice ordinario

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Imposta di soggiorno: gli albergatori sono agenti contabili

I soggetti operanti presso le strutture ricettive assumono la funzione di agenti contabili

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Notifica agli “irreperibili”

La procedura semplificata prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, lett. e) va limitata ai soli casi di "irreperibilità assoluta" del contribuente

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La Corte Costituzionale e le commissioni tributarie

I giudici costituzionali invitano il legislatore a riformare la giustizia tributaria

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Processo tributario

Particolari questioni processuali

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Nulla la notifica a casa del familiare

La consegna della notifica deve avvenire nella casa di abitazione o presso il domicilio del notificando

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Accesso in abitazioni private

Accesso in abitazioni private finalizzato alla verifica dei requisiti per l’agevolazione “prima casa”

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Immediata esecutività delle sentenze

Via libera del Consiglio di Stato

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Giurisprudenza della Corte di Cassazione

Questioni procedurali e notifiche delle cartelle esattoriali

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La riforma della giustizia tributaria

E` auspicabile una necessaria e urgente riforma della giustizia tributaria per evitare il collasso in Cassazione

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Le agevolazioni “acquisto prima casa”

Guida alle agevolazioni “acquisto prima casa”: requisiti, cause di decadenza e Legge di Stabilità 2016

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Alla Consulta la decisione sul riclassamento per microzone

I Comuni possono attivare processi di revisione parziale del classamento delle unità immobiliari urbane ubicate in microzone comunali

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Necessario il contraddittorio per l'iscrizione ipotecaria

I contribuenti possono contestare le iscrizioni ipotecarie non precedute da regolare contraddittorio

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Processo tributario e C.T.U.

Anche nel processo tributario, le norme che lo disciplinano hanno previsto la possibilità per le Commissioni tributarie di avvalersi della CTU

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Esecutività delle sentenze

Immediata esecutività delle sentenze in favore del contribuente e garanzie

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Condoni fiscali e liti fiscali pendenti

Possibile definizione delle liti pendenti sulla base dei principi della rottamazione delle cartelle esattoriali e relative problematiche

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Perplessità sulla notifica via Pec

Le recenti decisioni delle commissioni tributarie di merito muovono nella direzione di una invalidità della notifica delle cartelle esattoriali

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Riscossione e interessi di mora

Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora saranno ridotti al 3,5%

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Riscossione: interessi di mora ridotti

Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora sono ridotti al 3,5%

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La riforma dei consorzi di bonifica

Legge regionale n.1 del 3 febbraio 2017

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Rottamazione delle liti fiscali pendenti

Art. 11 del Decreto Legge del 24 aprile 2017 n. 50

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Condono delle liti fiscali pendenti

Proposta di modifica legislativa

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Proposta di modifica legislativa

Modifica legislativa dell'art. 11 del decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017 (in G. U. S.O. N. 20/L del 24/04/2017, entrato in vigore il 24/04/2017)

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Per la raccomandata vale la data di spedizione

In caso di spedizione degli atti tramite raccomandata, vale sempre la data di spedizione

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Contraddittorio anche in sede di semplice accesso

Cassazione – Sesta Sezione Civile – Ordinanza n. 10989 depositata il 05 maggio 2017

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Nullità del ricorso tributario

Il ricorso tributario è nullo per carenza di motivazione solo in casi di assoluta incertezza

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Ricorso tributario

Il ricorso tributario è nullo per carenza di motivazione solo in casi di assoluta incertezza

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Contraddittorio anche in sede di semplice accesso

Commento alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass.24823/2015)

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Modifica del condono fiscale delle liti pendenti

Parzialmente modificate le norme sul condono fiscale delle liti pendenti

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Accertamento analitico o induttivo?

Il principio di capacità contributiva limita il fisco nella scelta dell’accertamento analitico o induttivo

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I limiti degli accertamenti fiscali

La Corte di Cassazione ha ben delineato i presupposti per l’accertamento analitico–induttivo

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Opposizione agli atti esecutivi tributari

Qual è la competenza del giudice tributario in merito all’esecuzione forzata tributaria per il pignoramento in mancanza di notifica della cartella esattoriale

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Estratto di ruolo, termini per impugnare

Cassazione – Sez. Tributaria Civile – sentenza n. 13584 depositata il 30 maggio 2017

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Imposta di registro

Interpretazione degli atti

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Processo tributario, la valenza delle dichiarazioni dei terzi

Esistono importanti “limitazioni” alla prova del diritto controverso, non essendo ammessi come mezzi probatori il giuramento e la testimonianza

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Il “Reverse charge” (prima parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (seconda parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (terza parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (quarta parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Validità della notifica via pec

Con l’avvento del processo telematico sono intervenute le prime pronunce dei giudici sia di merito che di legittimità

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Petizione

Utilizziamo la nostra bella e chiara lingua italiana - Basta forestierismi in campo fiscale!!!

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Professionisti, indagini e accertamenti (1° parte)

Contrasti giurisprudenziali della Corte di Cassazione. Modifiche legislative con effetti retroattivi (Habent sua sidera lites)

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Professionisti, indagini e accertamenti (2° parte)

Nuova normativa fiscale imposte dirette dal 24 ottobre 2016

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Professionisti, indagini e accertamenti (3° parte)

Come si devono difendere i professionisti dalle indagini e accertamenti bancari?

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Professionisti, indagini e accertamenti (4° parte)

La Corte Costituzionale e il legislatore non hanno fatto alcuna distinzione tra i prelevamenti ed i versamenti spostando l’onere della prova all'Agenzia delle Entrate

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Avvisi di accertamento Tarsu/Tia

La cassazione fissa il termine iniziale per la decadenza

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Onere della prova nelle frodi carosello

Spetta all’Ufficio fornire la prova che l’operazione commerciale sia oggettivamente o soggettivamente inesistente

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La prescrizione dei crediti erariali

Il decorso del tempo può assumere diverso rilievo per l’ordinamento giuridico e, in particolare, può influire sull’acquisto e sull’estinzione dei diritti

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Imu e pertinenze

Il garage è pertinenza solo se contiguo all`abitazione <br />(Cass. n. 15668/2017)

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Modifiche legislative al Decreto Legge n. 148/17

Approvato dal Senato il 16 novembre 2017 e trasmesso alla Camera dei Deputati (in G.U n. 242 del 16 ottobre 2017)

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Le interpretazioni non hanno rilievo penale

Con un’importante sentenza, n. 2216 del 22/11/2017, il Tribunale di Brindisi ha assolto due imprenditori per reati fiscali

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Zone economiche speciali (ZES)

D.L. 91/2017, c.d. “DECRETO SUD”

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Come contestare le cartelle di pagamento

Corte di Cassazione – Sez. Tributaria Civile – Sentenza n. 27776 depositata il 22/11/2017

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Autotutela tributaria

Potere d’ufficio dell’Amministrazione e non strumento di protezione del contribuente (Corte Cost. n.181/2017)

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Contraddittorio preventivo con il contribuente

Il contraddittorio preventivo rappresenta un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento che legittima l'azione amministrativa

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Autotutela nel diritto tributario

Autotutela sta ad indicare la potestà che ha la pubblica Amministrazione di intervenire, sia d'ufficio che su istanza di parte

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La giurisprudenza della Corte di Cassazione

Come difendersi dagli studi di settore

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“La delega degli atti impositivi”

Si analizza la giurisprudenza in tema di delega degli atti impositivi

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La consulenza tecnica nel diritto tributario

L’art. 7, 2°c., del D.Lgs. 546/1992 dispone che le Commissioni tributarie possono richiedere apposite relazioni ad organi tecnici dell’amministrazione

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Le società di comodo

La nozione d’impossibilità va intesa non in termini assoluti ma economici, relativi alle effettive condizioni di mercato (Cass. n. 5080/2017).

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La notifica irregolare invalida l’accertamento

La notifica degli atti tributari è il procedimento con il quale l'atto viene portato a conoscenza del destinatario e rappresenta una condizione di efficacia dello stesso

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“I poteri dell’Agenzia delle entrate-Riscossione"

“I nuovi poteri dell’Agenzia delle entrate-Riscossione”.

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Ravvedimento operoso

Ravvedimento operoso nella disciplina tributaria

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Chiarimenti rottamazione bis

Operazione compliance 2018: gli esclusi dalla rottamazione bis potranno tornare ai vecchi piani di dilazione

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“Questionari fiscali"

“Questionari fiscali e la compatibilità con il sistema tributario”

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Rottamazione dei ruoli

Arriva la pronuncia di legittimità della Corte Costituzionale

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Prossime proposte legislative

Riforma della giustizia tributaria e condono fiscale delle liti pendenti

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Processo penale e processo tributario

“Rapporti tra il processo penale e il processo tributario”

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Convenzione dei diritti dell’uomo

Processo tributario, diritto ad un processo equo

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Sequestro di documenti e segreto professionale

Non si può procedere al sequestro dei dati informatici qualora il commercialista opponga per iscritto il segreto professionale

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Il fisco deve riscuotere entro cinque anni

Corte di Cassazione, ordinanza n. 1997 depositata in cancelleria il 26 gennaio 2018

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Frode carosello

La ripartizione dell’onere probatorio e la responsabilità dell’amministratore

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Come comportarsi durante le verifiche fiscali

Corte di Cassazione – Quinta Sezione Civile – Sentenza n. 28063 depositata il 24/11/2017

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Il raddoppio del contributo unificato nel processo

La sentenza della Corte Costituzionale n. 18/2018

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Motivazione degli avvisi di accertamento catastali

L'indirizzo della Corte di Cassazione sulla motivazione degli atti di classamento ed attribuzione di rendita catastale conseguenti a procedura Docfa

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La dichiarazione di terzi nel processo tributario

Ordinanza n. 6616/18 della Corte di Cassazione - Sezione Tributaria

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L'appello nel processo tributario

“L’appello nel processo tributario al vaglio della Suprema Corte”

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Le firme digitali di tipo CAdES e PAdES

“Le firme digitali di tipo CAdES e PAdES sono entrambe valide ed efficaci” (Cass. S.U. n. 10266/2018)”

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L’appello nel processo tributario al vaglio della Suprema Corte

L’appello è inammissibile senza la presenza del difensore

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La revocazione

I recenti arresti giurisprudenziali sui motivi du revocazione

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La valutazione delle rimanenze finali

Norma dell'art. 92, comma 1, secondo periodo, D.P.R. n. 917 del 1986

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Nullità dell’avviso di accertamento

CTP di Salerno, sez. VI, sentenza depositata il 14 maggio <br /> CTP di Pescara, sez. I, sentenza 926/01/2017 <br />CTP di Treviso, sez. I, sentenza 55/01/2018

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Giudicato tributario e giudizio di ottemperanza

Il giudicato tributario e il giudizio di ottemperanza.

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Processo tributario telematico

Ambiti applicativi e vincoli per la controparte

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Sospensive nella Legge n.44 del 23 febbraio 1999

Disposizioni concernenti il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura

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Riscossione dei tributi

L’atto di pignoramento presso terzi

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Notifica diretta delle cartelle esattoriali

La corte costituzionale decide il 20 GIUGNO 2018

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Le operazioni inesistenti

Le operazioni inesistenti nel reato di dichiarazione fraudolenta: inquadramento normativo e contrasti giurisprudenziali.

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Il principio di inerenza

Il principio d’inerenza dei costi nell’evoluzione della giurisprudenza di legittimità

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Sanzioni tributarie

Le obiettive condizioni di incertezza

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La notifica della cartella esattoriale

Corte di Cassazione, ordinanza n. 12753 depositata il 23 maggio 2018

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Ricorso per Cassazione, autosufficienza

“Inammissibile il ricorso per Cassazione che viola il principio di autosufficienza”

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La notifica irregolare

La notifica effettuata dall’ufficiale giudiziario extra districtum costituisce irregolarità e non produce effetti processuali - Cass. S.U., n. 17533/18

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La riforma della giustizia tributaria

I tempi sono maturi per procedere ad una necessaria ed urgente riforma della giustizia tributaria

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Art. 11 Ddl semplificazione fiscale e obbligo del contraddittorio preventivo

Dibattito giurisprudenziale sull’obbligo del contraddittorio preventivo

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Piano Nazionale Anticorruzione

L’Autorità Nazionale Anticorruzione auspica la riforma della giustizia tributaria

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Quadro sinottico delle rottamazioni 2016-2017-2018

Evoluzione dello strumento e differenze tra le tre definizioni agevolate

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