La stagionalità dei mercati finanziari


Statistica...non scienza...
La stagionalità dei mercati finanziari
Esiste una stagionalità sui listini finanziari? Parrebbe di sì, non foss'altro per il fatto che l'utilizzo della statistica non ci dice quello che dovremo fare in futuro ma solo quello che avremmo dovuto fare in passato per poter ottenere le migliori performances...ma col senno del poi...
Quindi, confidare ciecamente su come si sono comportati in passato i mercati finanziari potrebbe essere molto fuorviante e pericoloso per quell'investitore con continue brame di super risultati...
Un importante studio rileva che in quasi quarant'anni di mercati azionari americani i peggiori mesi sono stati giugno, agosto e settembre; questo dato, però, sconfessato da anni come quello scorso, il 2017.
E questo necessariamente non vale per l'obbligazionario e per gli altri mercati azionari...ed anche il 2018 sembra sconfessare questo studio.
Il detto "vendi a maggio e vattene via" vale allora solo per il mercato azionario americano?
Diciamo che il dato più interessante potrebbe essere quello che ci mostra che i mesi da maggio a settembre non hanno storicamente una tendenza rialzista...ma non si può avere tutto dalla vita!!!
La variabilità tra le asset classes è molto ampia e, quindi, anche relativamente ai loro movimenti stagionali, la migliore soluzione è la diversificazione attraverso la creazione ed il monitoraggio delle decorrelazioni tra i comparti del portafoglio.
Affidarsi ciecamente ai dati statistici di quello studio ci avrebbe fatto star fuori dal luglio, agosto, settembre del 2017 che hanno fatto molto bene ed il contrario in marzo, novembre e dicembre.
La finanza non è una scienza esatta, ma è anche vero che conoscere ed informarsi è sempre molto meglio che il suo contrario, ovviamente.
Arriviamo da periodi di bassa volatilità che, forse, hanno in qualche modo deviato la stagionalità dei mercati finanziari, oppure, come detto sopra, non esistono regole e la statistica molto semplicemente non può dirci quello che succederà.
A gennaio gli investitori istituzionali ed anche retail si riposizionano solitamente sul mercato con nuovo cash, e questo rende solitamente il mese in oggetto uno dei migliori da sempre, anche per quello che riguarda il mondo dei bonds.
Ma non ci sono ragioni conclamate che riescono a giustificare una debacle dei listini azionari nel periodo estivo, se non forse per il fatto che c'è meno movimentazione dei portafogli, fattore dovuto alle vacanze estive, ma questo comunque non può determinare imponenti oscillazioni al ribasso!
Un'altra asset class che presenta una storicità nei rendimenti simile all'azionario è l'high yield obbligazionario, asset class molto sensibile alle dinamiche dei cicli economici come appunto l'equity.
Ma, come già detto pocanzi, non ci sono regole da poter seguire con la certezza del risultato, e penso che anche in questo caso i passi imprescindibili siano:
- la pianificazione finanziaria personalizzata del cliente;
- la diversificazione e decorrelazione del suo portafoglio mobiliare;
- il controllo ed il monitoraggio della volatilità e del Var di portafoglio.
Con queste "bussole" si riuscirà a navigare sia in estate che in inverno ed a raggiungere in tempo i "porti" che abbiamo segnato sulle nostre "mappe".
A proposito di stagione, oggi è il primo agosto 2018...buona estate a tutti!

Articolo del:


di dott. Andrea Poggi

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