Trend or Random Walk?


Presunzione di scientificità o palese imprevedibilità del breve termine?
Trend  or  Random Walk?
Secondo i graficisti dell’analisi tecnica i mercati finanziari si muovono seguendo delle tendenze, o trends, ben definiti. Il trend viene individuato da una serie di massimi e minimi successivamente crescenti nel caso di una tendenza al rialzo, decrescenti in caso di una al ribasso, e rimane tale fino a che non si verifica la condizione contraria.

Sta all'analista tecnico riuscire a individuare la fase direzionale del mercato e riconoscere i potenziali livelli critici di inversione o di continuazione, impresa non facile direi se basata esclusivamente sull’analisi dei prezzi...

In caso sia impossibile individuare una direzione dominante nell'andamento dei prezzi è più corretto parlare di trend laterale piuttosto che di assenza di trend. La tendenza può quindi assumere tre direzioni, al rialzo, al ribasso, e laterale, cioe’ senza una direzione ben definita.

Il secondo postulato di base dell’analisi tecnica stabilisce che le quotazioni si muovono secondo una tendenza. Questo punto è quello centrale di tutti gli studi che riguardano un grafico. Senza accettare questa affermazione lo studio dei grafici perde di significato.

Non è così scontato che questo postulato venga riconosciuto come valido: secondo alcune teorie economiche tradizionali, come quella del "random walk", (passeggiata casuale) è impossibile pretendere di individuare ex ante una tendenza definita per i mercati finanziari.

Ci è voluto molto tempo prima che gli economisti teorici iniziassero a studiare in modo approfondito i fenomeni del caos (anagrammato caso...); agli inizi degli anni 80' i ricercatori iniziarono a prendere sul serio questo settore, studiando gli indicatori del caos (caso)economico e nel corso di pochi anni furono fatte una serie di importanti osservazioni, che vennero poi applicate alla finanza.

Ci sono indicazioni che esiste una imprevedibilità endogena sistematica in molti sottoinsiemi economici e finanziari. Anche quando i meccanismi di controllo sono forti o il caos (caso) non appare all'interno dei valori parametrici considerati, gli impulsi di altri sistemi caotici (casuali) faranno aumentare l'incertezza in modo considerevole...io piu’ che di caos (caso) parlerei di moltitudine di variabili non tutte controllabili e misurabili ex ante...molto piu’ semplice.

C'è, quindi, un riconoscimento crescente del fatto che il caos (caso) possa dare spiegazioni importanti per le previsioni economiche e che i modelli lineari (per esempio l’analisi tecnica e fondamentale) possano fornire un'immagine limitata della realtà. Studiare le bolle speculative, i mercati efficienti ed i mercati finanziari può sembrare un'impresa di appannaggio esclusivo degli economisti, ma gli ultimi quindici anni di disquisizioni sul tema hanno lasciato spazio alle materie più apparentemente lontane tra loro, come appunto tra le tante per esempio l’applicazione di modelli matematici (come quello dei frattali di Benoit Mandelbrot) alla finanza.

Il valore atteso del random walk (cioè la media della distribuzione di probabilità che lo governa) è la posizione iniziale, e le occasionali deviazioni, se si attende abbastanza, verranno controbilanciate da deviazioni di segno opposto...come nel famoso esempio del lancio dei dadi.

Avendo 2 dadi, se si effettuano un numero casuale di lanci i risultati possono variare dal 2 al 12, giusto? Effettuando pochi lanci c'è la possibilità di avere valori molto bassi o molto alti (come 2,3,4 oppure 10,11,12 - elevata dispersione), ma con un numero di lanci sempre maggiore, che tende all’infinito, avremo una concentrazione di valori medi (5,6,7,8,9) fino a corrispondere al valore medio vero e proprio (rappresentato dal numero 7), che corrisponde al valore atteso della distribuzione.

Questo modello implica che l'evoluzione del prezzo di uno strumento finanziario è essenzialmente casuale nel breve periodo e la migliore previsione del prezzo dell'istante successivo non può essere fatta solo sulla base del prezzo precedente e delle informazioni disponibili sul mercato.

Pertanto i movimenti dei prezzi e dei rendimenti non seguono alcuni trend o regolarità calcolabile a priori, ed i movimenti dei prezzi passati non possono essere usati per previsioni future certe...

I movimenti dei mercati sono influenzati da una miriade di variabili come, tra le tante, anche la psicologia delle masse, (vedasi le bolle speculative) e lo studio esclusivo dei prezzi passati equivale a mio avviso ad un medico che guarda le vecchie analisi del suo paziente e gli prescrive il farmaco...
In finanza si evidenzia che la formazione del prezzo di una azione è indipendente dal precedente prezzo di mercato per quella azione, e che la storia dei prezzi di quella azione non costituisce un indicatore affidabile per i prezzi futuri di lungo periodo della medesima.

In poche parole il movimento dei prezzi nel breve periodo sarebbe casuale ed imprevedibile (si parla di processo stocastico), ed io concordo pienamente.

Quindi agli scettici della pura analisi tecnica l'analista dei grafici e dei prezzi può opporre solo l'esperienza empirica. Vi sono alcuni casi in cui è infatti difficile pensare che una tendenza non esista, ma infatti esiste...ci mancherebbe, ma...da questo postulato deriva un semplice corollario proprio dell’analisi tecnica: un trend rimane tale finché non viene negato...!
"un quarto d’ora prima di morire era ancora in vita",...c’est Lapalisse!!!

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di dott. Andrea Poggi

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